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Pay-Per-Shopping.... una nuova modalità di fare la spesa.....

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  • Pay-Per-Shopping.... una nuova modalità di fare la spesa.....

    Ciao a tutti!
    Voglio presentarvi un nuovo progetto denominato "Pay-Per-Shopping", che consiste nella realizzazione di un nuovo Social Network dedicato alla spesa nei supermercati; tale community sarà costituita da persone che si offrono di fare la spesa anche per altri in cambio di una piccola ricompensa di denaro e da persone che talvolta non hanno il tempo di fare la spesa e vogliono delegare qualcuno che la faccia al posto loro.

    Ecco un breve video di presentazione del progetto:

    youtube.com/watch?v=CfMXyt0RonY

    Il progetto è stato ideato in data 3 novembre 2014 ed è stato poi presentato ad Eppela ( crowdfunding : eppela ), la nota piattaforma dedicata al crowdfunding, in data 10 novembre per essere valutato. In data 14 novembre Eppela ha ritenuto idoneo il progetto per iniziare una campagna di crowdfunding, ovvero una raccolta di fondi collettiva per finanziare il progetto dove chiunque può dare un piccolo contributo ricevendo in cambio una ricompensa.
    Il progetto sarà messo online sulla piattaforma Eppela nei prossimi giorni, giusto il tempo di definire ogni dettaglio e stabilire tutte le ricompense da offrire.
    Nella prima fase del progetto verrà realizzata una Piattaforma Web con un APP di supporto che permetterà di mettere in comunicazione chi non ha tempo di fare la spessa (Committenti) con chi si offre di farla (Shopper). Il committente potrà con lo Smartphone creare una lista della spesa e cercare gli Shopper che si trovano nei supermecati vicini. Ciuascuno Shopper potrà impostare come parametri dell'APP un importo minimo e uno massimo di spesa, oltre che la percentuale dell'importo totale della spesa da richiedere come ricompensa. Il commitente sceglierà uno Shopper e gli invierà la lista della spesa. Lo Shopper potrà decidere di accettare la richiesta e comunicherà al commitente un orario in cui incontrarsi presso il supermercato per la consegna a mano. Alla fine ci si scambierà un feedback con il classico sistema "ratngs 6 reviews".
    Nella seconda fase del progetto verranno integrati nell'APP anche i cataloghi dei supermercati in modo che il committente possa subito conoscere l'importo totale esatto della spesa e potrà valutare cosa inserire nella lista della spesa tenendo conto anche delle varie offerte. Potrà poi essere progettato un sistema di pagamento integrato con i supermercati in modo che lo Shopper sia esonerato dal dover anticipare i soldi. Potrà inoltre essere implementato un sistema di lettura dei Bar Code tramite Smartphone in modo che possa essere verificata la corrispondenza tra il prodotto che lo Shopper inserisce nel carrello e il prodotto presente nella lista della spesa, con conseguente invio di una notifica istantanea al Committente. In questo modo il Committente potrà essere aggiornato in tempo reale sull'andamento della spesa e sul suo status.
    Se questo progetto vi piace, vi invitiamo a cliccare MI PIACE sulla seguente pagina facebook:

    facebook.com/paypershopping?fref=ts

    In questo modo rimarrete aggiornati su tutti i suoi sviluppi. Vi saremo ancora più grati nel caso vogliate contribuire a diffondere il progetto condividendolo con i vostri amici.
    Ci fa anche molto piacere ricevere i vostri pareri e i vostri suggerimenti.
    Un grosso ringraziamento per il vostro interesse da parte del Team di Pay-Per-Shopping!
    Ultima modifica di all-service; 16-11-2014, 12:08. Motivo: link rimossi non permessi

  • #2
    Non con intento polemico, ma veramente perchè probabilmente mi sfugge qualcosa:
    perchè mai qualcuno dovrebbe incaricare online qualcun altro, probabilmente un estraneo, a fare la spesa per lui, quando può incaricare il supermercato stesso attraverso il suo sito, con tutte le tutele del caso?
    Mi sembra che ormai molti supermercati abbiano il sito per vendere, o comunque stanno andando tutti in quella direzione.
    ------------------------
    Susanna
    Giardino Italiano, www.giardino.it, www.pens.it

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    • #3
      A me invece non sembra che la spesa online presso i supermercati abbia preso molto piede, tanto è vero che sono ancora tanti i supermercati che non la offrono.
      Riguardo i supermercati che la offrono, mi sembra che le cose non vadano tante bene.
      Un esempio è quello che è successo alla COOP:

      http://www.meridiananotizie.it/2014/...ro-della-fame/

      E' ovvio che ci sia un interesse da parte dei supermercati di evolversi verso l'e-commerce, ma è comunque un'attività onerosa quella di mettere dei dipendenti a fare la spesa e la consegna a domicilio in giornata, a cui si vanno ad aggiungere i costi di gestione dell'attività e-commerce. Ma poi che tempistica di consegna riescono a garantire?

      Supponiamo che io mi trovo in ufficio alle 18.30 di sera e conto di andare a fare la spesa alle 19.00; ma poi subentra un imprevisto sul lavoro e sono costretto a trattenermi in ufficio senza poter andare a fare la spesa.
      Se faccio un ordine online al supermercato alle 19.00 di sera, riescono a portarmi la spesa a casa in serata?

      Il caso che ho riportato è proprio uno di quelli tipici in cui può essere utile ricorrere al servizio da me ideato.
      Questo servizio si basa proprio sull'ottimizzazione delle risorse in quanto io entro in contatto con una persona che già si trova al supermecato per fare la spesa. Perdendo solo qualche minuto in più del suo tempo, questa persona riesce a fare la spesa anche per me.

      Affermare che la mia idea non è utile perché esistono i supermercati online è un pò come dire che i servizi di Car Sharing (che considero un'idea geniale e utilissima) non siano convenienti perché esiste già il servizio di autonoleggio. Ma sono due cose completamente diverse.

      Bisognerebbe poi indagare per quali motivi la spesa online non abbia preso molto piede. Secondo me uno dei motivi è dato dal fatto che la maggior parte delle persone ha piacere di andare a fare la spesa. Ma questo rappresenta proprio un punto di forza della mia idea, dato che può spingere le persone a fare la spesa anche per altri anche se il guadagno è poco consistente.
      Chi invece usuifrirà di questo servizio, non lo farà perché non ama fare la spesa ma solo perché può trovarsi in determinate situazioni in cui è impossibilitato a farla (per esempio quando abbiamo un figlio piccolo con la febbre e non possiamo uscire per non lasciarlo solo a casa).

      Faccio infine presente che la piattaforma web che stiamo realizzando sarà un vero e proprio Social Network. Tenendo conto che sono sempre di più le persone che acquisiscono una sorta di dipendenza verso i Social Network, non mi sembra così assurdo ipotizzare che questa nuova modalità di fare la spesa possa risultare più "simpatica" rispetto al classico acquisto online.

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      • #4
        Ciao,

        due domande:
        - il pagamento (sia della spesa che della "ricompensa") avverrà in contanti nella prima fase?

        - che tutele ha lo "shopper" in caso di rifiuto del committente a corrispondere il prezzo perchè, ad esempio, la merce acqusitata non è conforme a quella richiesta?

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        • #5
          Originariamente inviato da marco.commercialista Visualizza il messaggio
          Ciao,

          due domande:
          - il pagamento (sia della spesa che della "ricompensa") avverrà in contanti nella prima fase?

          - che tutele ha lo "shopper" in caso di rifiuto del committente a corrispondere il prezzo perchè, ad esempio, la merce acqusitata non è conforme a quella richiesta?
          Ciao,
          innanzitutto ti ringrazio per l'interesse e per le domande che potrebbero far emergere alcuni punti deboli dell'idea o tematiche da approfondire.

          Nella prima fase il pagamento avverrà in contanti dato che non è prevista un'integrazione con i supermercati.
          La piattaforma web Pay-Per-Shopping avrà quindi solo il compito di mettere in contatto i committenti con gli shopper, fornendogli una serie di funzionalità per interagire, per creare la lista della spesa ed inviarla, per scambiarsi i feedback, ecc.
          In sostanza quindi il servizio che lo Shopper offre al Committente in cambio di una ricompensa va considerata come una trattativa tra privati, alla pari di una compravendita o, meglio, di un servizio che un privato offre ad un altro privato (tipo lezioni private, dog-sitter, ecc.)
          A meno che la figura dello Shopper non si diffonderà a al punto tale da essere concisderata come una figura professionale, come lo sono ad esempio le Baby Sitter, non credo che sarà necessario regolarizzare in qualche modo questa figura.
          Il servizio offerto è simile ad esempio a quello di Bla Bla Car, dove si offre un passaggio im cambio di una ricompensa.
          Tra le evoluzioni del progetto è anche prevista l'introduzione di una nuova figura professionale denominata "Personal Grocery Shopper", ma in quel caso cambierà anche il servizio offerto.

          Ma torniamo alla tua domanda, ovvero se ci sono o meno tutele per lo Shopper nel caso il committente si rifiuti di pagare per qualche motivo.
          In realtà credo di aver già risposto dicendo che nella prima fase si tratta di una trattativa tra privati e quindi noi di Pay-Per-Shopping non possiamo tutelare lo Shopper. Al più, come avviene su altre piattaforme, possiamo valutare il comportamento degli utenti in base ai feedback e alle altre informazioni in nostro possesso, prendendo la decisione di bloccare un utente.
          Non credo però che questo aspetto sia critico in quanto anche la diffusissima comprovendita online tramite annunci privati comporta tanti rischi che le persone sono disposte a correre. Basti pensare al fatto che il pagamento va effettuato in anticipo (spesso con ricariche postepay) e al fatto che acquistiamo qualcosa a scatola chiusa.
          Comunque non si può escludere che possa verificarsi un incoveniente per lo Shopper, ma è difficile che accada se il committente non è in mala fede.
          Il committente, infatti, manda una lista della spesa molto dettagliata, indicando il nome del prodotto, la marca e la quantità. Lo Shopper deve stare atteto a rispettare la lista della spesa. Nel caso un prodotto non sia disponibile o nel caso ci sia qualche dubbio, lo Shopper ha a disposizione una chat per cominicare con il committente e chiedergli cosa prendere in sostituzione o per chidergli chiarimenti. Se il committente non risponde, lo Shopper non deve acquistare ciò di cui non è sicuro. I principali errori che può commettere uno shopper sono i seguenti:
          1) Prende un prodotto al posto di un altro
          2) Sbaglia la quantità di un prodotto
          3) Si dimentica di comprare un prodotto contenuto nella lista
          Nel caso 1) e 2) la colpa è dello Shopper ed è giusto che il Committente non paghi i singoli prodotti che non ha richiesto. Pagherà però tutto il resto (se non è in mala fede)
          Nel caso 3), il commitente potrà dare un fieedback negativo ma non ha motivo di non pagare la spesa.

          Queste problematiche verranno comunque risolte nelle fasi successive del progetto.
          Nel momento in cui i supermercati verrano integrati nel sistema si potranno offrire delle forme di tutela sia per lo shopper che per il committente.
          Con l'integrazione del catalogo dei supermercati nell'applicazione e con l'introduzione della lettura del bar code si elimina la possibilità di sbagliare da parte dello Shopper.

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          • #6
            Buongiorno a tutti,
            voglio condividere con voi un altro obiettivo, un po' più a lungo termine, che vogliamo raggiungere con il nostro progetto.

            Forniremo a tutti i supermercati un sistema per caricare il loro catalogo sulla nostra piattaforma, in maniera simile a come fanno Google Shopping, TrovaPrezzi e altri comparatori di prezzo. La differenza sta nel fatto che i comparatori di prezzo non gestiscono l'acquisto dei prodotti che pubblicizzano ma permettono solo di confrontare i prezzi dei vari negozi online. Quello che faremo noi è invece quello di gestire anche l'acquisto online.
            Nel momento in cui una persona che vuole farsi fare la spesa (Committente) sceglie uno Shopper che si trova presso un determinato supermercato integrato con noi, ha la possibilità di creare una lista della spesa con i prodotti effettivi che si trovano in quel supermercato e con i prezzi esatti comprensivi di eventuali promozioni. A quel punto il committente può effettuare l'acquisto online della spesa sulla nostra piattaforma. Lo Shopper non dovrà anticipare i soldi della spesa ma dovrà comunicare alla cassa del supermercato solo un codice generato dalla piattaforma. La commessa alla cassa verificherà che ci sia corrispondenza tra i prodotti inseriti nel carrello (fisico) dallo Shopper e la lista della spesa online. Il supermercato custodirà la spesa fatta dallo Shopper attendendo il ritiro da parte del committente.
            Questa nuova modalità rappresenterà per i supermercati un'alternativa molto più conveniente rispetto a quella di offrire in autonomia un servizio di "spesa online", in quanto non dovranno farsi carico dei notevoli costi di gestione di un negozio e-commerce. Il motivo per cui l'e-commerce non ha preso molto piede presso i supermercati è proprio dovuto al fatto che i costi di gestione della vendita online con consegna a domicilio possono essere superiori ai ricavi che tale servizio può portare. Questa nuova modalità di gestire il processo di fare la spesa (acquisto, pagamento e consegna) comporta invece un'ottimizzazione delle risorse che porta vantaggi a tutti gli attori in gioco:
            1) Il supermercato pubblicizza e vende i suoi prodotto online con costi di gestione quasi nulli
            2) Il committente si fa fare la spesa da un'altra persona risparmiando tempo
            3) Lo Shopper ottiene una ricompensa per il servizio svolto

            Il nostro progetto permetterà già a febbraio 2015 di lanciare il servizio nella modalità in cui lo shopper pagherà in anticipo la spesa per il committente.
            Man mano poi che i vari supermercati si integreranno con noi, il processo cambierà così come descritto sopra.

            Come sempre, le vostre osservazioni sono ben accette.

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            • #7
              Buonasera a tutti,
              per quelli che sono curiosi di sapere come procede il progetto, segnalo che il lancio del servizio Pay-Per-Shopping è previsto per metà febbraio.
              Oggi ho avuto la notizia che PayPerShopping è uno dei quattro progetti selezionati da Poste Italiane (postepaycrowd) per essere promosso e co-finanziato.
              Poche ore fa è partita la compagna di crowdfunding:

              http://eppela.com/ita/projects/1614/pay-per-shopping

              Tra le ricompense offerte a chi vorrà sostenere il progetto ci sono anche corsi di formazione (o email coaching per quelli non residenti a roma) riguardanti l'e-commerce.
              Per maggiori info su questi corsi, potete contattarmi tramite messaggi privati.

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              • #8
                Qualche aggiornamento sullo stato di avanzamento del progetto...
                La campagna di crowdfunding ha avuto esito positivo e il progetto è stato finanziato.
                La data prevista per li lancio del servizio è slittata di un mesetto (prevista intorno a metà marzo) in quanto sono state aggiunte nuove interessanti funzionalità:
                1) Funzionaltà di creazione di una lista di familiari con cui condividere la lista della spesa
                2) Introduzione dei Personal Shopper Qualificati, ovvero dei personal shopper che soddisfano determinati criteri
                3) Rimborso totale del costo della spesa agli Shopper nel caso la consegna non vada a buon fine

                Per quelli che erano scettici sull'utilità di un tale tipo di servizio, segnalo che uno dei più noti imprenditori della new economy è partito a settembre scorso con un servizio simile di spesa online (ma che è un clone del sito americano Instacart) ed ha vinto un'importante competition prendendo 360.000 dollari.

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                • #9
                  Segnalo un articolo uscito nei giorni scorsi su Corriere Innovazione molto interessante perchè, oltre a parlare del del servizio da me ideato, parla in generale di Sharing Economy e del Servizio americano Instacart a cui, secondo loro, io mi sarei inspirato. In realtà quando ebbi questa idea lo scorso novembre non conoscevo affatto l'esistenza di Instacart, ma l'ho conosciuta a gennaio quaindo ho scorperto un servizio italiano che ha creato un servizio clone di quello.
                  Instacart è stata valutata 2 miliardi di dollari e ha ricevuto a gennaio un finanziamento di 200 milioni di dollari.
                  La mia idea è un po' diversa, perché la mia è una piattaforma social dove i clienti ricercano i Personal Shopper e entrano in contatto con loro senza necessità di un'intermediazione. Instacart invece si limita a ricevere gli ordini e poi li smista ai Personal Shopper. Quindi non vi è niente di Social.
                  Non so se posso pubblicare il link dell'articolo, ma lo trovate facilmente scrivendo su google "Corriere Innovazione PayPerShopping".

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