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limiti vendite e-commerce in Europa?

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  • limiti vendite e-commerce in Europa?

    Siamo, io e mio marito Antonio, nel mondo e-commerce dal 2000, ma non abbiamo mai trovato il tempo per cercare nel web altri "colleghi", con cui potersi consultare per dubbi o chiarimenti.
    Complimenti al Forum Aicel che ci fa sentire meno soli.
    In questi otto anni abbiamo trovato molta incompetenza e non conoscenza; la vendita e-commerce veniva vista da molti nostri consulenti come "una terra incolta e arida" che chissà quali frutti poteva far nascere. Noi ci abbiamo creduto e tanti nostri clienti ci hanno apprezzato. Qualità, consulenza, serietà e tempestività sono stati i giusti ingredienti.
    Abbiamo lo scorso mese avuto un time-out da un avvocato tedesco e chiediamo la vostra consulenza.
    Vendiamo coltelli giapponesi di varie marche. Una di queste marche non viene da noi importata, ma acquistata da importatore italiano, che ci fornisce il prodotto e ci consiglia un listino prezzi al pubblico che noi rispettiamo. Il prodotto si propone al mercato europeo ad un prezzo competitivo.
    Il nostro sito si presenta al web nella lingua italiana ed inglese, ma nel maggio 2008 inseriamo anche la lingua francese.
    A giugno un avvocato tedesco a nome dell'azienda giapponese (e a nome secondo noi anche del distributore tedesco che vende anche in Francia) ci intima di non mettere online nella lingua francese il prodotto, ma di vendere solo nella lingua italiana.
    L'importatore italiano ci informa che loro possono vendere solo in Italia e consigliano di farlo anche a noi.
    Non abbiamo firmato nessun accordo e crediamo di non avere dei limiti, ma per il momento abbiamo tolto dalla lingua inglese e francese il prodotto. Conoscete qualche norma di diritto internazionale che può informarci su quali sono le regole in Europa? Ringraziamo intanto per eventuali risposte. Saluti

  • #2
    Ciao,
    non credo che in questi casi esista una normativa di riferimento. Piuttosto si tratta di accordi commerciali che intercorrono tra le varie parti (produttore - distributore - commerciante)

    Ad esempio un nostro distributore, per il mercato italiano, ci ha fatto firmare un vero e proprio "accordo" che ci impegna a non vendere a privati italiani un determinato marchio di t-shirt. Il prodotto possiamo venderlo solo ad aziende che lo dovranno utilizzare come abbigliamento aziendale (quindi neppure rivenderlo). L'accordo tra l'altro scade di anno in anno e dev'essere ri-sottoscritto ogni volta.

    Quindi, il consiglio e' quello di contattare il singolo distributore e richiedere esplicitamente il consenso (scritto!) di poter operare anche sul mercato estero.
    Art&Graph Shop

    ... ne facciamo di tutti i colori

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    • #3
      Grazie per la risposta Fabio.
      La mia domanda è: Se non esiste una normativa europea per la vendita e-commerce e non ci sono mai stati posti dei limiti di territorio o di lingua e non ci è stato chiesto di firmare accordi commerciali con i nostri produttori o distributori, come possiamo operare?
      Il nostro distributore italiano era perfettamente a conoscenza, come tutti gli altri nostri fornitori, della messa online della lingua francese e non ci ha posto nessun limite.
      E' bastata una lettera da un avvocato tedesco per far nascere dei dubbi al distributore e porci dei limiti?!
      La forza del Web è di non avere confini, ma se domani un avvocato ungherese, olandese o scandinavo per frenare o limitare la libera vendita nel proprio territorio, vi manda una lettera che vi impone di non vendere nel proprio paese, siamo certi che lo possa fare? Rimango sempre nel dubbio.

      ----------------------------------
      www.afcoltellerie.com

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      • #4
        Il problema secondo me non è l'avvocato tedesco, ma il fatto che questi agisca per conto del vero produttore giapponese.
        Se veramente è così, significa che il produttore non gradisce la vendita internet, e potrebbe anche decidere di tagliare via l'attuale distributore italiano in quanto la sua rete di vendita non è compatibile con le esigenze aziendali, e cercarsene un altro che sottoscriva l'impegno a non vendere a siti internet; oppure far sottoscrivere questo impegno all'attuale distributore.
        Ma perchè mai un produttore giapponese dovrebbe rivolgersi a un avvocato tedesco?
        A me sembra più probabile che si tratti di un'iniziativa del distributore tedesco, che vede minacciato il suo territorio da internet.
        Dovresti parlarne chiaramente col tuo distributore.

        Se i coltelli che vendi sul sito sono di tua proprietà in questo momento, tu puoi pubblicarli come vuoi e venderli a chi vuoi. Se invece li compri sul venduto, dipendi dalla disponibilità di altri e quindi devi chiedere permessi e autorizzazioni.
        ------------------------
        Susanna
        Giardino Italiano, www.giardino.it, www.pens.it

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        • #5
          Giusta interpretazione.
          Rimaniamo anche noi della convinzione che il distributore italiano abbia il timore di scontrarsi con il produttore e scelga la strada più veloce. Non intervenire cercando chiarimenti al produttore e consigliando a noi di non vendere in altre lingue.
          I coltelli che vendiamo sono a magazzino, ..quindi di nostra proprietà, (giusto non ci avevamo mai pensato); per nostra scelta se non è disponibile non è possibile acquistarli nel sito. Vogliamo dare tempestività alla vendita online, e vendiamo solo quello che è a magazzino. Se non è disponibile viene tolto il tasto Compra.
          Ci stupiamo che Internet spaventi il mercato, pensavamo che per tutti e in particolar modo per i produttori fosse interessante vendere di più. In particolar modo prodotti di alta qualità, dove è importante la capillarità della rete distributiva.
          Grazie per la risposta.
          Cristina
          ----------------------------------

          www.afcoltellerie.com

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          • #6
            Non è una novità. Basta pensare che Armani fino a qualche tempo fa vietava la vendita on-line dei suoi abiti. Da qualche giorno ha cambiato strada e vende on-line

            Al Vostro posto, sempre che la vendita di quel prodotto sia economicamente rilevante, contatterei il Vostro distributore, mettendo per conoscenza il produttore, chiedendo una risposta ufficiale.

            Tenete presente comunque che alla fine, norme o meno, dovrete giocoforza sottostare alle decisioni del produttore e della sua rete distributiva.
            -------------------------
            Andrea Spedale

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            • #7
              Originariamente inviato da AndreaSpedale Visualizza il messaggio
              Non è una novità. Basta pensare che Armani fino a qualche tempo fa vietava la vendita on-line dei suoi abiti. Da qualche giorno ha cambiato strada e vende on-line

              Al Vostro posto, sempre che la vendita di quel prodotto sia economicamente rilevante, contatterei il Vostro distributore, mettendo per conoscenza il produttore, chiedendo una risposta ufficiale.

              Tenete presente comunque che alla fine, norme o meno, dovrete giocoforza sottostare alle decisioni del produttore e della sua rete distributiva.
              Gentile Andrea, abbiamo provato a contattare il produttore, con mail e fax, ma non ci ha mai risposto. Il distributore ci ha chiesto tempo per una risposta dettagliata...soprattutto dopo che noi abbiamo fatto notare che nessuna casa europea o giapponese ci pone dei limiti di vendita; non si sente di darci disposizioni e ci chiede di attendere la prossima fiera del settore che si terrà il prossimo anno! Ci sentiamo impotenti!

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              • #8
                Ma siete sicuri che questo avvocato tedesco rappresenti veramente il produttore?
                Probabilmente invece rappresenta il distributore tedesco, e in questo caso il problema non dovrebbe riguardarvi.
                Ci sono altri siti internet che vendono questi coltelli? Sarebbe bello trovare un sito tedesco che li vendesse online in tutto il mondo... allora ecco spiegato il motivo
                ------------------------
                Susanna
                Giardino Italiano, www.giardino.it, www.pens.it

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                • #9
                  Originariamente inviato da Giardino_Italiano Visualizza il messaggio
                  Ma siete sicuri che questo avvocato tedesco rappresenti veramente il produttore?
                  Probabilmente invece rappresenta il distributore tedesco, e in questo caso il problema non dovrebbe riguardarvi.
                  Ci sono altri siti internet che vendono questi coltelli? Sarebbe bello trovare un sito tedesco che li vendesse online in tutto il mondo... allora ecco spiegato il motivo
                  Abbiamo fatto una cosa più interessante. Abbiamo comprato in un sito francese (il limite che ci impongono è la lingura francese e quindi la Francia) e i coltelli sono arrivati! Abbiamo nuovamente scritto al produttore...ma non ci ha mai dato nessuna risposta!
                  Crediamo che sia il distributore tedesco...ma sarebbe interessante conoscere la normativa prima di muoversi. Nessuno di voi si è documentato sulla normativa europea per le vendite online?

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                  • #10
                    Originariamente inviato da Cristina Visualizza il messaggio
                    Nessuno di voi si è documentato sulla normativa europea per le vendite online?
                    Il Codice del Consumo deriva da una direttiva comunitaria. La norma comunitaria disciplina solo i rapporti merchant -consumatore

                    Nel vostro caso ci vorrebbe un esperto di diritto commerciale internazionale.
                    A naso mi sento di dirvi che è il produttore ad avere l'ultima parola

                    Avete fatto notare al Vostro distributore (e all'avv. Tedesco) che il vincolo di vendita entro i confini non sembra valere per altre realtà?

                    Che dice esattamente la lettera?
                    -------------------------
                    Andrea Spedale

                    Commenta


                    • #11
                      Certo, che non e' una bella cosa il fatto che in tutta questa vicenda, il produttore non si stia facendo sentire.

                      In genere, i produttori, dovrebbero avere dei contratti specifici per i loro distributori e rivenditori in-linea, avendo ormai assunto la vendita via Internet, delle caratteristiche a parte, distaccate dalla vendita tradizionale nei negozi.

                      In ogni caso, se il distributore tedesco ha dei diritti sulla vendita in un particolare territorio, credo possa imporvi di acquistare la merce da lui, almeno per quanto riguarda la fetta venduta in quel territorio da lui controllato (a torto o ragione), solo per quanto riguarda la vendita secondo i canali tradizionali (negozi sul territorio). Ma per la vendita in linea, non dovrebbe vigere la regola territoriale classica. Il server, dove e' ospitato? In pratica, il contratto di compravendita, si conclude nel luogo ove e' ospitato il vostro server web. Se il server e' ubicato in Spagna, esso si conclude in Spagna. Pertanto, se vi noleggiate un server negli USA, in Spagna, in Inghilterra etc.. il contratto di commercio elettronico, fra voi e l'acquirente, si concludera' al di fuori quindi della "giurisdizione" del distributore tedesco.

                      Provate questa strada, chiedendo OVVIAMENTE lumi ad un buon avvocato civilista, ed esperto in materia commerciale. Non prendete le mie parole per oro colato, ma consultatevi con un buon avvocato, in quanto non sono un legale.

                      Inoltre, verificate meglio il suo contratto, e fatevi mandare dall'avvocato tedesco una copia.

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                      • #12
                        Originariamente inviato da AndreaSpedale Visualizza il messaggio
                        Il Codice del Consumo deriva da una direttiva comunitaria. La norma comunitaria disciplina solo i rapporti merchant -consumatore

                        Nel vostro caso ci vorrebbe un esperto di diritto commerciale internazionale.
                        A naso mi sento di dirvi che è il produttore ad avere l'ultima parola

                        Avete fatto notare al Vostro distributore (e all'avv. Tedesco) che il vincolo di vendita entro i confini non sembra valere per altre realtà?

                        Che dice esattamente la lettera?
                        Forse ci conviene consultare un legale, perchè dalle vostre opinioni siamo quasi sicuri di avere ragione.
                        La lettera dell'avvocato tedesco ci intima a non vendere in territorio francese e ci informa che se abbiamo tradotto il sito in francese significa che "forse" vogliamo vendere anche in Francia! Ci informa che possiamo vendere solo in Italia e che procederà per vie legali se non lo facciamo!
                        Per il nostro acquisto in Francia ci informa che prenderanno dei provvedimenti nei confronti del sito francese!
                        I produttori giapponesi invece non si sono mai fatti sentire, neanche dopo aver mandato oltre che una lettera in inglese, anche in giapponese!
                        Cerchiamo un legale di diritto internazionale e ci documenteremo bene, soprattutto per conoscere quali sono i nostri limiti, ma anche i nostri diritti per il futuro nel Web. Grazie a tutti per le risposte.

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                        • #13
                          Originariamente inviato da Cristina Visualizza il messaggio
                          F
                          I produttori giapponesi invece non si sono mai fatti sentire, neanche dopo aver mandato oltre che una lettera in inglese, anche in giapponese!
                          A questo punto è evidente che il produttore non desidera essere coinvolto in quelli che ritiene bisticci locali che non lo riguardano.
                          Altrettanto evidente che il distributore tedesco non ha nessun potere ne' sul distributore italiano ne' sui vari rivenditori che non siano suoi diretti clienti, ovunque essi vendano e in qualunque lingua. Questo fatto della lingua francese poi fa ridere; come se un francese non potesse comprare su un sito internazionale come tutti gli altri!
                          ------------------------
                          Susanna
                          Giardino Italiano, www.giardino.it, www.pens.it

                          Commenta


                          • #14
                            Originariamente inviato da Giardino_Italiano Visualizza il messaggio
                            A questo punto è evidente che il produttore non desidera essere coinvolto in quelli che ritiene bisticci locali che non lo riguardano.
                            Altrettanto evidente che il distributore tedesco non ha nessun potere ne' sul distributore italiano ne' sui vari rivenditori che non siano suoi diretti clienti, ovunque essi vendano e in qualunque lingua. Questo fatto della lingua francese poi fa ridere; come se un francese non potesse comprare su un sito internazionale come tutti gli altri!
                            Esatto, all'inizio abbiamo riso anche noi, anche perchè il francese non si parla solo in Francia!
                            Abbiamo capito che temono la nostra concorrenza e ...dopo aver consultato un legale, se abbiamo ragione, torneremo online con questi prodotti non solo in francese, ma anche in spagnolo.
                            Rimane il fatto che il legale si "spaccia" per avvocato dell'azienda produttrice, che l'azienda produttrice non risponde! e che il distributore italiano è "incompetente".
                            Siamo in forti dubbi e dobbiamo prima conoscere bene la norma.

                            Commenta


                            • #15
                              Originariamente inviato da Cristina Visualizza il messaggio
                              Esatto, all'inizio abbiamo riso anche noi, anche perchè il francese non si parla solo in Francia!
                              Abbiamo capito che temono la nostra concorrenza e ...dopo aver consultato un legale, se abbiamo ragione, torneremo online con questi prodotti non solo in francese, ma anche in spagnolo.
                              Rimane il fatto che il legale si "spaccia" per avvocato dell'azienda produttrice, che l'azienda produttrice non risponde! e che il distributore italiano è "incompetente".
                              Siamo in forti dubbi e dobbiamo prima conoscere bene la norma.
                              Comunque sia, occhio...
                              Fino a che non conoscete nei dettagli il contratto firmato fra il distributore tedesco, ed il produttore giapponese, prendete tempo, e mantenete un atteggiamento prudenziale.

                              Evidentemente, come gia' detto in precedenza, il produttore, si sta tenendo chiaramente fuori, da quelle che ritiene scaramucce in cui non vuole entrare, magari per evitare di perdere un domani qualche bella causa di risarcimento danni.

                              Inoltre, cercate magari di dialogare con l'avvocato tedesco, prima di mettervi muro contro muro...
                              Chissa'... magari potete proporre al distributore tedesco, di vendervi direttamente lui la quota di prodotto che e' destinata al mercato francese? Forse magari riuscitete a spuntarci un prezzo migliore del distributore italiano, che tutto sommato, non sembra si stia interessando molto a prendere posizione a vostro favore.

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