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IVA da versare sull'incasso con paypal

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  • IVA da versare sull'incasso con paypal

    Ciao a tutti,

    Avrei una domanda: sul mio sito accettiamo il pagamento con paypal ed abbiamo un commissione di 3% in più che il cliente deve pagare per poter pagare con paypal, il bonifico è gratuito. Cioè se una persona deve pagare 100 euro alla fine paga 103 euro. I 3 euro incassati come tassa di incasso sono assogggettati ad IVA? Ho apena cambiato commercialista ed il primo me lo passava sotto Art. 15 (no IVA), adesso il nuovo commercialista mi dice che devo versare iva dai 3 euro incassati dal cliente. Dice che io verso l'iva sul totale pagato a paypal e dunque la devo incassare dai clienti. Mi ha detto che la legge dice che si applica l'iva sui commissioni bancari.
    Voi come fatte? A me sembra senza senso. Non pago iva a paypal e non verso iva sul incasso. Aspetto vostro aiuto!!! Per piacere.
    Ho chiamato anche Paypal e loro hanno detto che sono una banca e che le fatture non le fanno ma solo i report sui soldi che tengono. Cosa devo fare?
    Grazie a tutti!
    Buona giornata,
    Mary

  • #2
    Ti do la mia interpretazione. A me pare che quella che tu chiami "commissione" sia in realtà un maggior ricavo che tu chiedi (e nessuno ti obbliga a farlo) al cliente che paga con una certa forma.
    Pertanto agli occhi del fisco è solo un corrispettivo maggiore e come tale è giusto che sia soggetto ad iva


    18carati
    Diamanti certificati
    Anelli solitari

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    • #3
      Non è vero. Io chiedo il 3% in più (solo per il pagamento con paypal) perchè io quando ricevo i soldi tramite paypal, paypal "si prende" 3% di commissione , cioè io invece di 103 euro ricevo da paypal solo 99.65 euro. E' la tassa di paypal. Io non mi tengo questi soldi, infatti non arrivano a me ma se li tiene paypal. Io li metto nello scontrino come tassa incasso solo che non so se è soggetta ad iva o no.

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      • #4
        Originariamente inviato da ramayanna Visualizza il messaggio
        Non è vero.
        è vero è vero...

        Originariamente inviato da ramayanna Visualizza il messaggio
        Io chiedo il 3% in più (solo per il pagamento con paypal) perchè io quando ricevo i soldi tramite paypal, paypal "si prende" 3% di commissione , cioè io invece di 103 euro ricevo da paypal solo 99.65 euro. E' la tassa di paypal. Io non mi tengo questi soldi, infatti non arrivano a me ma se li tiene paypal. Io li metto nello scontrino come tassa incasso solo che non so se è soggetta ad iva o no.
        Paypal non prende "tasse" ma commisioni sulle vendite che per loro sono un ricavo e per te un costo a fronte di un servizio. Per far fronte a questo maggior costo e mantenere invariato il margine tu aumenti il prezzo di vendita e questa è unicamente una tua scelta. Nessuno ti obbliga a farlo tanto è vero che noi ad esempio non lo facciamo e tanti altri come noi.
        Quindi ricapitolando tu hai dei costi (maggiorati se vendi con paypal) e dei ricavi pure questi maggiorati, che non si capisce perchè dovrebbero essere esenti da iva.






        18carati
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        • #5
          Così. tanto per mettere benzina sul fuoco:

          Sul c.d. Surcharge
          Art.62 D.Lgs 206/2005 mod D.Lgs 21/2014
          Art. 3 D.Lgs 27/2010
          -------------------------
          Andrea Spedale

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          • #6
            Io fatturo le commissioni PayPal Esente art. 15, su indicazione del mio commercialista.
            Ora, però, ho trovato questo articolo che mi sembra più chiaro anche se datato al 30/08/2014: https://www.ecnews.it/paypal-semplif...menti-fiscali/
            PayPal è un istituto di credito che ha sede in Lussemburgo, che, pur essendo nell’ambito dell’Unione Europea, figura ancora fra i Paesi considerati black list: questo determina la necessità di analizzare anche le implicazioni ai fini dell’obbligo di comunicazione delle operazioni realizzate da soggetti passivi IVA con operatori economici black list. E proprio in quest’ottica la fattispecie è stata esaminata dall’Agenzia nell’ambito della circolare n. 2/E/2011. Le Entrate hanno precisato come l’addebito di commissioni bancarie da parte di un istituto di credito localizzato, come nel caso di specie, in un Paese black list, concretizza un’operazione esente, a fronte dalla quale il soggetto passivo IVA provvede all’autofatturazione indicando in fattura gli estremi normativi in base ai quali l’operazione risulta esente (ossia l’art. 10, primo comma, n. 1), del D.P.R. n. 633 del 1972).

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