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| Aspetti finanziari Tutti gli aspetti finanziari legati alla gestione di una attività di e-commerce |
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#21
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Citazione:
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#22
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III° sezione della Cassazione
Penale nr. 10065 del 13.07.1995: tutte le attività in cui si svolge la preparazione, produzione e confezionamento di sostanze alimentari destinate a terzi e non all'ambito puramente familiare sono subordinate al rilascio di autorizzazione sanitaria secondo l'art. 2 della L. nr.283 del 30.04.1962 ; la ratio è quella di tutelare la salute del consumatore e, per uniformarsi alla disciplina europea, l'italia ha allargato queste incombenze anche all'e-commerce, perchè i prodotti, anche se già confezionati, devono comunque essere conservati in locali idonei. comunque potete chiedere a qualsiasi commercialista o informarvi direttamente all'ASL di competenza (come ho fatto io). ad ogni modo non è detto che si debba lasciar perdere. Il settore alimentare è "fastidioso" dal punto di vista degli adempimenti burocratici, ma può essere molto remunerativo a patto che si offrano prodotti di qualità a prezzi ragionevoli. |
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#23
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Citazione:
Lui non vorrebbe aprire una azienda per la produttore e nemmeno per il confezionamento, vorrebbe essere distributore senza fare magazzino. Questo lavoro è fattibilissimo con la sola licenza di SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE ED ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' COMMERCIALE NEL SETTORE ALIMENTARE. Escludendo la presenza di un magazzino proprio e sfruttando la produzione+stoccaggio+distribuzione del o dei fornitori che rispettano le norme H.A.C.C.P. ovviamente. Fermo restando che i prodotti non siano latticini piuttosto che refrigerati/congelati e non li debba consegnare lui con un mezzo proprio, ma anche questo è un problema diverso che in qualsiasi caso frequentando il corso e conseguendo la certificazione saprà come gestire.
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Toro - Distribuzione di prodotti in cialde all'ingrosso e al dettaglio www.torocaffe.com |
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#24
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infatti l'ho capito che vuole commercializzare e non produrre gli alimenti. ma anche per i commercianti si applica la normativa.
diamo un nome ad ogni cosa: se vuole acquistare e poi rivendere, per esempio ogni volta che arriva l'ordine, allora sarà commerciante o rivenditore e se vuole solo acquistare e impacchettare la roba senza conservarla, dovrà farlo in un locale idoneo. se vuole girare l'ordine al produttore il quale si occuperà di impacchettare e spedire la merce, allora sarà un procacciatore d'affari o agente di commercio e quindi non avrà bisogno di un locale idoneo. ma in questo caso NON sarà lui a decidere il prezzo, bensì il produttore, il quale gli riconoscerà una commissione su ogni ordine e/o prodotto. le due cose sono estremamente diverse e si applicano diverse normative. purtroppo non esiste una soluzione intermedia "vendita senza magazzino"(mi arriva l'ordine, compro, impacchetto, spedisco). si deve passare per forza per la D.I.A. sanitaria. |
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#25
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Citazione:
Voglio solo precisare che la mia attività si svolgerebbe così: 1° ricevo l'ordine dal mio cliente; 2° acquisto dai miei fornitori che produco ed impacchettano (per me questo è il confezionamento) la merce (es. biscotti, taralli ecc.) apponendo sulla confezione la mia etichetta (con le relative diciture di legge); 3° mi consegnano (a mezzo loro o tramite corriere) i prodotti acquistati (es. 10 pacchi di biscotti, 10 pacchi di taralli, ecc.); 4° io provvedo ad imballare i vari pacchi in base all'ordine dei miei clienti (es: 1 scatolo contenente 1 pacco di biscotti; 1 pacco di taralli ecc.); 5° spedisco gli ordini ai miei clienti a mezzo corriere (es: spedireweb. gls, ecc.). Il dropshopping non mi interessa poiché io avrei solo un margine (secondo me irrisorio) e un domani il cliente può mettersi direttamente in conto con i vari produttori (quindi pagherebbe meno e logicamente salterebbe me). |
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#26
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Citazione:
- L'imballaggio primario (imballaggio per la vendita) è un imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, un'unità di vendita per l'utente finale o per il consumatore (art. 35, lett. b), d.lgs. n. 22/97. In poche parole è il primo involucro o contenitore del prodotto che riveste direttamente l'articolo per la vendita; - L'imballaggio terziario (imballaggio per il trasporto) è un imballaggio concepito in modo da facilitare la manipolazione ed il trasporto di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi multipli per evitare la loro manipolazione ed i danni connessi al trasporto, esclusi i container per i trasporti stradali, ferroviari, marittimi e aerei (art. 35, lett. d), d.lgs. n. 22/97). Da questa distinzione io evinco (nella mia ignoranza) che la confezione (e quindi il confezionamento) e l'imballaggio per la spedizione (quello che dovrei fare io nella mia attività) sono due cose distinte e separate. |
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#27
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appunto, è come dico io: compri e impacchetti (ossia metti i prodotti già confezionati nel pacco da spedire).
su questo la legge è chiara: hai bisogno di un locale idoneo e della D.I.A. sanitaria. c'è poco da fare. secondo l'ASL questa è "manipolazione" di alimenti. torno ad invitarti ad informarti presso l'ASL competente. |
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#28
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Bhe mio caro il discorso cambia se vuoi lavorare da casa, differente è se tu affiderai completamente il lavoro al tuo o ai tuoi fornitori, compresa la spedizione.
Come ti dicevo potevi operare senza alcun magazzino compilando il modulo S.C.I.A. Regionale - MODELLO "A" indicando come magazzini i tuoi fornitori, ma a questo punto se vuoi operare in questo modo devi adibire un locale. Ma a questo punto mi sorge spontanea la domanda: Hai le certificazioni necessarie per commercializzare? Citazione:
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Toro - Distribuzione di prodotti in cialde all'ingrosso e al dettaglio www.torocaffe.com |
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#29
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perfetto! era quello che gli dicevo anch'io
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#30
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Citazione:
Quindi non ho ancora nessun tipo di autorizzazione, ma a questo punto penso che non farò più niente poiché i costi salirebbero troppo. Il dropshipping (alla fin fine se ho capito bene è quello che potrei fare) non lo ritengo un metodo di vendita sicuro, nel senso che aumenterebbero le spese di spedizione (se ho vari fornitori da cui far partire la merce significa che avrò varie multiple spese di spedizione) e un domani il/i fornitori (avendo avuto da me le lettere di vettura e quindi gli indirizzi dei miei clienti) potrebbero darmi, come si suol dire, un calcio nel sedere e vendere direttamente loro ai miei clienti. |
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