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| Problemi, pareri ed opinioni Uno spazio per chi lavora e/o interessato al mondo dell'e-commerce, esperti o semplici curiosi, per esprimere le loro idee, opinioni, perplessita' in merito. |
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#1
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Psychostore ha scritto in altra sezione:
_________________________________ Ciao a tutti. Noi, per nostra formazione, abbiamo adottato una politica dei prezzi a totale favore dell'utente che può cercare e trovare, costantemente, offerte e sconti relativi ai prodotti in catalogo. Un paio di volte al mese, poi, effettuiamo delle offerte particolari che consistono in una riduzione media dei prezzi del 15% all'incirca. Ovviamente sono offerte limitate nel tempo e quindi sono usufruibili solo da chi ha la costanza e la capacitàdi tornare continuamente sul sito o di leggersi le news letter che spediamo settimanalmente. C'è anche da dire che, stranamente, in Italia il prodotto libro (che ha un prezzo stabilito dall'Editore ed a cui il commerciante deve attenersi per legge, non potendo andare (off-line) oltre il 15%), viene spesso venduto con lo sconto (vedasi ipermercati che lo offrono stabilmente a -15%). In quest'ottica noi ci siamo accorti che le offerte di sconto probabilmente, come dice OKprezzi, hanno prodotto un fenomeno di saturazione e funziona molto di più l'eliminazione delle spese postali, anche se spesso è meno vantaggiosa per il cliente da un punto di vista meramente economico. Può anche essere che le spese postali vengano viste come una specie di "tassa" e sappiamo che in Italia le tasse non le vuole pagare nessuno  . Per cui, personalmente, penso che più si riesca a tenerle basse e più il cliente è invogliato all'acquisto. Un dato ulteriore che ci siamo trovati di fronte e sul quale abbiamo riflettuto molto è la discrepanza fra "registrazioni" ed "ordini". Normalmente il visitatore naviga, guarda in giro e poi abbandona. Se invece decide di approfondire il discorso allora lascia i suoi dati. Quindi chi si registra "vuole" comprare (perlomeno in teoria)! Bene, noi abbiamo una discrepanza del 50/60% fra nuove registrazioni ed ordini (per ogni giorno). Questo significa che 6 su 10 esprimono una intenzione di acquisto che poi decade nella fase di completamento dell'ordine (attenzione: non la registrazione, che avviene prima, ma il passaggio alla cassa con il carrello pieno). E' in quella fase che l'utente si trova di fronte all'esplicita richiesta (e quindi aggiunta al conto totale) delle spese di spedizione. Certo, lo sapeva giàche avrebbe dovuto pagarle ma è solo allora che le "realizza" come costo vivo. E, secondo il nostro parere, è in quel momento che "rinuncia all'ordine" e chiude l'acquisto con la "fuga". Infatti, quando facciamo l'offerta "spese postali gratis" il rapporto fra registrazioni ed acquisti si modifica sostanzialmente e si riduce la forbice di cui ho parlato sopra fino al 10/20%. Ho ancora altre cose da dire ma ... alla prossima. Ciao Luigi |
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#2
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Dal punto di vista "utente" mi ruga parecchio spendere dei soldi per la consegna:
magari e' vero che se usufruissi dello sconto alternativo economicamente mi converrebbe, ma gli acquisti solitamente sono impulsivi, e se vedo che avere la merce a casa non mi costa in piu', allora acquisto con un sorriso sulle labbra. Questo discorso pero' vale su acquisti di beni come libri, cibo per gatti, articoli per la casa: se devo acquistare tecnologia il discorso e' diverso: li faccio prima una ricerca su "cosa" devo comprare (utilizzando tutti gli strumenti che trovo su internet) poi cerco il prezzo piu' basso  :-) Quando poi sono triste, frega nulla di risparmiare, compro e basta ;-) Ovviamente non faccio testo: non sono un acquirente tipico. dap |
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#3
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faccio una provocazione .....
a rigor di logica quanto detto sopra se uno store ha prezzi a catalogo del 2-5%, ma prezzi di spedizione più bassi dovrebbe avere più successo di un'altro che attua una politica inversa? Ciao |
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#4
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beh, qui si apre un discorso ben piu' complesso riguardo le abitudini dei consumatori.
Purtroppo gli studi sui consumatori americani non fanno fede per il nostro mercato, che non ha ancora dei dati suoi perche' gli acquisti non sono poi cosi' "frequenti" da poter tirar fuori dei dati statisticamente validi. Insomma non esiste il profilo del consumatore tipico italiano. ecco! Considera anche che con l'avvento di internet la maggior parte dei consumatori cerca info e prezzi sui prodotti ma poi acquista offline. Inutile dire poi che le motivazioni di acquisto nel reale siano completamente diverse da quelle online. dap |
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#5
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Spesso l'utente non si rende conto di un fattore particolarmente importante: a paritàdi prodotto, solitamente le spese di spedizione sono inversamente proporzionali alla penetrazione di mercato che ha avuto l'ecom in questione; non è certo un segreto (per noi) il fatto che se vendo libri e faccio più vendite/spedizioni di Luigi (scusa Luigi ;D), sicuramente ho modo di ottenere tariffe più interessanti dai corrieri rispetto a quelle riservate a Luigi.
Poi il comportamento del rivenditore può essere: a) effettivamente abbasso le spese di spedizione per gli utenti b) mi intasco la differenza (in molti lo fanno, soprattutto se ci si avvicina ad una situazione di monopolio e la concorrenza è particolarmente debole) Da sottoineare una cosa che giustamente ci ha fatto osservare giàLuigi: l'occhio dell'utente, soprattutto per l'acquisto di prodotti non particolarmente costosi, cade sull'importo delle spese di spedizione solo in un secondo momento e quindi apparentemente è un dato che, se pur capace di compromettere una vendita, viene preso in considerazione solo dopo aver scelto il negozio (l'acquirente tornerà?) Naturlamente entra in gioco anche la tipologia di prodotto: Armando ci ha fatto l'esempio di prodotti di basso costo ma difficilmente reperibili sul mercato che risentono meno del fenomeno "ammazzaquantoca[smiley=33.gif]zosiprendonoquestidispese!"
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#6
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Citazione:
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#7
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Citazione:
Prendi ad esempio Kelkoo (chi di spada ferisce di spada perisce [smiley=10.gif]) che nel momento in cui compara un libro lo fa aggiungendo le spese di spedizione al costo di listino. E' ovvio che se io spedisco con il corriere a x euro e il mio concorrente ha costi postali migliori, il prezzo finale saràsensibilmente inferiore e chi acquista saràportato a cliccare scegliendo il prezzo più basso. Questo, ovviamente, senza considerare che quando si acquista (in particolare nel nostro campo) è difficile che venga ordinato un solo pezzo e quindi le spese di spedizione vanno suddivise su più pezzi, etc. etc. etc. Perciò, e qui lancio una proposta, potrebbe essere importante che magari AICEL si attivi per tirar fuori una qualche forma di convenzione con uno o più corrieri per spuntare prezzi che siano concorrenziali con quelli che spediscono molto ma molto più di noi. Moderatori.... a voi la palla...
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