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| Avvisi |
| Burocrazia Cosa devo fare per.....? Qual é la legge di riferimento per...? Se non rispetto questa norma che succede? Come devo comportarmi se... ? Mi è successo che... Tutto quello che c'è da sapere per essere in "regola" |
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#1
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Salve a tutti,
siamo nella fase di definizione del modello di business del nuovo progetto web. In questa fase stiamo valutando i pro ed i contro dei vari aspetti che possono influire sull'esperienza di acquisto/fruizione degli utenti finali. Come sappiamo qui in Italia il più rilevanti di questi aspetti è la burocrazia, in particolare la contabilità. Proprio per questo stavamo valutando varie strade per semplificare il peso dell'attività contabile soprattutto in riferimento alla user-experience che vorremmo garantire. Chiediamo qui per avere degli spunti o delle indicazioni, in questa fase progettuale, e per andare dal commercialista con le idee più chiare. Parliamo di commercio elettronico diretto (prodotti software, file multimediali ecc...) verso utenti privati in tutto il mondo sviluppato come marketeplace dove i venditori sono a loro volta privati (il settore è prettamente hobbistico, quindi siamo sicuri che il 99% dei venditori saranno hobbisti), residenti soprattutto all'estero. Per quando riguarda la vendita e la relativa contabilizzazione sappiamo che: -se l'utente è italiano o UE, dobbiamo emettere fattura con IVA -se è extra UE dobbiamo emettere fattura esente IVA E fino a qui tutto lineare. Il problema si pone nei riguardi dei venditori al quale noi dovremmo girare gran parte dei ricavi. Essendo queste delle spese vorremmo che si riuscissero a contabilizzare in modo corretto come tali senza appesantire il rapporto tra noi e i venditori. Vogliamo evitare assolutamente il modello eBay, cioè con le transazioni dirette tra noi ed i compratori per poi richiedere ai venditori le commissioni, in quanto il modello di base dovrebbe essere quello tipo di un AppStore. Il modello più simile è quello delle affiliazioni, in pratica ogni tot vendite fatte da noi giriamo una parte al "fornitore" del file. Questo mi fa pensare anche alle royalties, ma di nuovo siamo nella situazione in cui credo di complicare enormemente il processo di "fornitura". Sapete se c'è un modo, per contabilizzare queste spese con dei documenti autoprodotti, tipo autofatture ecc...? Gli estratti conti bancari possono essere di supporto a tale operazione? (Passerà tutto per Paypal, quindi le entrate e le uscite saranno tutte documentate). Esistono dei limiti nei rapporti che possiamo avere con dei privati? Riassumento: noi vendiamo ed incassiamo i proventi dei prodotti e dopo giriamo una percentuale al "fornitore". Come fare in modo che il fornitore (soggetto privato) non debba inviare o produrre documentazione contabile? Grazie mille per eventuali indicazioni o spunti |
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#2
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Ciao,
la documentazione della spesa è essenziale al fine di garantire la deducibilità del costo sostenuto. Poi ogni tipologia di costo richiede una propria documentazione. Difficilmente potrebbe bastare l'estratto conto di pay pal. Se i vostri fornitori sono prevalentemente privati potreste erogare compensi a titolo di lavoro autonomo o di cessione di diritti d'autore in via occasionale assoggetati a ritenuta d'acconto ed eventuale contributo previdenziale in caso di superamento della soglia di 5.000 Euro. In questo caso il fornitore privato dovrebbe emettere nei vostri confronti una semplice "nota" che costituisce titolo per la deduzione del costo. |
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#3
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Grazie Marco,
grazie per la risposta. In questi giorni ci siamo informati un pochino ed per rapporti con privati italiani eravamo arrivati alla stessa conclusione. Il problema si pone con privati esteri (sia UE che extraUE). Da questi testi www. ipsoa.it/territorialitaiva/pdf/Dalfonso1.pdf www. web.metaping.it/upload/14251/14251_7588.pdf si dedurrebbe che bisognerebbe ricorrere all'autofatturazione, ma non abbiamo capito se questo documento consente solo di assolvere agli obblighi IVA o poi sarà utilizzabile anche come costo. La cosa che ci lascia perplessi è registrazione sia nel registro vendite che acquisti, perfettamente comprensibile per "azzerare" l'IVA, ma un po' meno sul lato certificazione dei costi. Hai qualche suggerimento o riferimento in merito, grazie mille. Ricordo che si tratta di e-commerce diretto (quindi prestazione di servizi). Ultima modifica di hostwebservice : 17-07-2012 alle ore 18:58. Motivo: LINK RIMOSSI non consentiti come da regolamento |
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#4
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Citazione:
Saluti Marcus
__________________
osCommercePRO - http://oscpro.oscommercedev.com |
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#5
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Citazione:
è proprio una questione di business model. In pratica vogliamo replicare l'AppStore di Apple o siti come iStockPhoto, questo per una serie di motivi legati al tipo di prodotto (file multimediali) legati ad una nicchia molto particolare. Vorremmo ottenere una serie di risultati in parte legati all'esperienza dell'utente fruitore: -che trova tutto in un unico posto, ha il vantaggio di avere rapporti solo con noi con relativa fidelizzazione, offerte collegate ecc... sia per l'utente fornitore: non deve gestire nulla, esegue l'upload dei suoi file e ogni vendita si prende la sua quota, senza gestire i rapporti con i clienti finali ecc... Gli altri aspetti riguardano il disincentivo del fruitore a contattare direttamente il fornitore per avere un prezzo scontato della nostra quota (o anche viceversa, il fornitore potrebbe offrire i file a prezzo più basso). Senza contare il più importante che è la gestione diretta delle strategie di marketing, prezzo, controllo e selezione dei file ecc... Un modello tipo ebay o sito di annunci non consente nessuno di questi vantaggi, se non in modo non proprio lineare e pulito e soprattutto non si riuscirebbe a dare quella forza al brand necessaria al successo del progetto. Inoltre di questi tempi mettere in piedi una piattaforma del genere e farsi pagare solo dopo aver offerto il servizio è troppo rischioso (e praticamente impossibile chiedere percentuali superiori al 10-15% che secondo i nostri calcoli non manterrebero in piedi il business). L'unico "intoppo" che abbiamo è proprio quello relativo al fatto che sia fruitori che fornitori (che poi sono quasi sempre le stesse persone) sicuramente non sono soggetti passivi iva e soprattutto il mercato sarà al 90% estero (soprattutto nord-america e nord-europa). Tutto qui, spero di aver contribuito a rendere chiaro il mio problema. |
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#6
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Citazione:
l'emissione dell'autofattura fa parte di un meccanismo contabile che serve in poche parole ad assolvere l'iva in Italia quando ciò è previsto (ad es. nel caso di prestazioni svolte da soggetti extra ue per conto di committenti italiani). Il costo deve comunque essere documentato dalla fattura o dalla nota emessa dal fornitore estero. Queste regole valgono in linea di massima nei rapporti B2B quindi con fornitori esteri che siano imprese o profesionisti. Nel caso di fornitori extra Ue privati la prestazione non è soggetta ad Iva in Italia. Io di solito faccio emettere un'autofattura fuori campo iva art. 1 dpr 633/72 allegando se possibile una dichiarazione che attesta che il soggetto opera al di fuori dell'esercizio di impresa. Ricordatevi che, come certamente già saprete, in alcuni casi i compensi erogati a soggetti non residenti devono essere assoggettati ad una ritenuta del 30%. |
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#7
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Grazie mille delle puntualizzazioni.
Citazione:
A questo punto io fare così: -per fornitori privati italiani classica ritenuta d'acconto -per privati extra-ue autofattura e certificazione Ma per privati Ue? Citazione:
Il realtà io non sarei il committente di nessuna prestazione. Sono loro che mi offrono per la vendita il materiale di loro produzione, di cui sono già in possesso. Inoltre la realizzazione e l'upload sulla piattaforma di detto materiale non viene svolta in Italia, ma nel rispettivo paese di residenza; l'intera prestazione è svolta all'estero. Questo configura una prestazione soggetta a ritenuta d'acconto in Italia? Grazie mille, scusate se insisto qui, ma come detto siamo ancora nella fase progettuale e questi aspetti riguardano il flusso di utilizzo del sistema da parte degli utenti. Inoltre volevamo presentarci al commercialista già con le idee chiare e con cognizione di causa su tutto quello che ci avrebbe detto. Grazie ancora. |
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#8
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Ciao.
Per i privati Ue vale lo stesso discorso (autofattura fuori campo iva + auotocertificazione). Per quanto riguarda l'applicazione o meno della ritenuta vanno tenuti in considerazione numerosi fattori e la situazione potrebbe variare da caso a caso. Sicuramente il vostro commercialista saprà darvi utili indicazioni al riguardo anche a motivo del maggior numero di informazioni di cui sarà a conoscenza. |
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