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| Problemi, pareri ed opinioni Uno spazio per chi lavora e/o interessato al mondo dell'e-commerce, esperti o semplici curiosi, per esprimere le loro idee, opinioni, perplessita' in merito. |
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#1
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Vorrei chiedere la vostra opinione riguardo a un errore di spedizione che mi sta portando un po' di problemi.
Un pacchetto destinato al cliente A giapponese è stato spedito per errore al cliente B giapponese pure lui (fortunatamente). Il cliente B, che è un mio vecchio cliente, dopo aver aperto il pacco e visto che non era per lui, ha contattato il cliente A (dai dati sulla fattura immagino) e gli ha spedito il pacchetto autonomamente. Io sono stata avvertita a cose fatte, quando il cliente A ha finalmente ricevuto il suo prodotto e mi ha scritto un'email di protesta per quanto accaduto. Costernata, ho scritto sia a lui che al cliente B gentilissimo, proponendo ad entrambi ovviamente il rimborso delle spese sostenute, più uno sconto da utilizzare sul mio sito per scusarmi dell'errore (pari a circa il 10% del prodotto acquistato). Il cliente B non mi ha chiesto nessun rimborso e ha fatto un altro ordine. Il cliente A ha continuato a protestare, dicendo che voleva sapere se ci eravamo scusati col cliente B e come pensavamo di ringraziarlo per la sua gentilezza, ecc ecc (e già qui mi sembrava che non fossero affari suoi). Comunque mi dice che ha speso circa 40 euro di cui voleva essere rimborsato. Ora, visto che la spedizione (postale) dall'Italia al Giappone costava 22 euro, mi sembrava improbabile che una spedizione interna ne costasse 40, per cui gli ho chiesto una foto della ricevuta. Per farla breve, lui vorrebbe farsi rimborsare non solo il costo della spedizione (circa 7 euro), ma anche il regalo che ha comprato per il cliente B per ringraziarlo, più la scatola per l'imballo, più il costo di spedizione per spedirglielo, più altre sue spese di trasporto per andare a comprarlo. A parte la risata che mi sono fatta leggendo, cosa gli posso rispondere? E' giapponese, per cui molto attento alla forma, ma mi sembra che non esista proprio - sbaglio? A parte il fatto che se voleva far pagare me, avrebbe dovuto chiedere prima, no? |
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#2
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questi Giapponesi... sono davvero un passo avanti... non finiranno mai di stupirci...
![]() Ovviamente un discorso del genere non esiste proprio, anche io avrei rimborsato le spese di spedizione sia all'uno che all'altro, e offerto un buono sconto, più di così... e se il cliente B per ringraziare a sua volta il cliente A del regalo spedisse di sua spontanea volontà un dono per il cliente A, e venisse anche lui a chiedere a te un rimborso? ![]() Scherzi a parte è davvero una situazione delicata, credo che la soluzione migliore sia quella di rispondere a tono, in maniera educata, ma decisa: "Gentile sig.A, è davvero un gesto poco educato nei confronti del sig.B chiedere a Noi un rimborso per un regalo che Lei di sua spontanea volontà ha donato. Un regalo, per essere considerato tale, è un gesto che parte dal cuore, per questo motivo Lei non ci ha giustamente avvisato delle sue intenzioni, ma è esattamente per lo stesso motivo che noi non ne rispondiamo assolutamente." Il succo è quello, ovviamente scritta un po meglio e con più calma potrebbe andare... Attenta, i Giapponesi sono tanti, se dovessi rimborsare tutti i loro regali di Natale, sò guai!
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#3
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E' un modello culturale lontano dal nostro, antropologicamente son passati dal medioevo all'era moderna in pochi anni, mentre noi abbiamo avuto una transizione di 7 secoli.
Questo porta un retaggio dietro che per noi occidentali è difficile comprendere, posso solo consigliarti di "rispettare le loro tradizioni" e anche se antieconomico per te, di rifondere quanto richiesto. Da quello che ho capito è una questione di "forma".
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#4
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concordo con Geromarsala,
è una situazione particolare, qui in Italia ci starebbe bene pure un vaffa, ma la loro cultura è diversa, il signore dal su punt di vista si è pure sentito in debito per la gentilezza che gli era stata fatta dall'altro cliente, e ritiene che tu sia in debito con lui per espiare i problema. Non so quanto tu ci rimetta, ma di sicuro non ti porterebbe male anche a livello di pubblicità
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http://valvole-audio.com |
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#5
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Mah
magari io penso male, però ho l'impressione che questo qui ci stia provando. Tra l'altro l'oggetto acquistato era un entry level in offerta speciale, se l'è fatto spedire come pacco postale ordinario non assicurato, quindi al massimo risparmio - e va benissimo - ma tutta questa generosità salta fuori adesso? Non so, ecco; mi sembra tutto un po' stonato. Mi piacerebbe dire al cliente A che se di sua iniziativa vuole fare il grande e spendere i soldi miei dovrebbe chiedermelo prima, e non mandarmi il conto dopo; però non glie lo posso dire così... |
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#6
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Io gli direi che al cliente b ci ho già pensato io, e per quanto riguarda lui sono già stati fatti gli sforzi massimi praticabili, senza rispondere ad eventuali altre email insistenti
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#7
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Mi capitò la stessa cosa (nei panni di cliente). Avverti il venditore , ciscambiammo i pacchi e fu finità lì, col rimborso delle spese di spedizione e nient'altro.
Pretendere il rimborso per un regalo fatto di sua spontane volontà mi sembra un tantino esagereto... ma poi questo regalo lo ha fatto?
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#8
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Che situazione! anche se un treath un po' vecchiotto ,ero curioso di sapere come e' andata a finire?
L'ha spuntata l'astuto jappoA che imporvvisamente ha sentito questo irresistibile stimolo patriottico,oppure si e' scontrato con la nostra vecchia, ma pur sempre valida, mentalita' italiana : acca' nisciuno e' fiesso. ?
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#9
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Accà nisciuno è fesso.
Diverse email con mille scuse, spiegazioni, gentilezze, rimborso della spedizione e l'offerta di uno sconto per il suo prossimo acquisto. Fine. Rimborsare regali, tempo e benzina autonomamente decisi e quantificati non rientra negli obblighi ragionevoli. |
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