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D.L. 185/99 e rifiuto contrassegni

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  • D.L. 185/99 e rifiuto contrassegni

    Come gestite la situzione ?

    Nello specifico vendiamo integratori alimentari ed il cliente tipo è il ragazzo giovane che si può comportare in modo poco "professionale" .
    Per l'esattezza alle volte può capitare che vengono fatti degli ordini in contrassegno che poi non vengono ritirati o rifiutati per non curanza, menefreghismo, capriccio.

    La legge D.L. 185/99 prevede il rimborso delle spese accessorie qualora sia specificato nell'informativa, più sotto vi faccio un copia ed incolla della nostra informativa.
    Come fate ad "esigere" il rimborso se il foro competente della discordia è quello del cliente






    ***** INFORMATIVA *******************************

    Attenzione : DIRITTO DI RECESSO.


    Diritto di recesso: In base al D.L. 185/99 il cliente potra' esercitare il diritto di recesso restituendo al mittente, entro 10 giorni, la merce integra oppure non ritirandola all'atto della consegna. Per entrambi i casi, a norma del presente D.L., rimangono a carico del cliente le spese di spedizione e di restituzione della merce al mittente.
    Nel caso di mancato ritiro il cliente dovra' rimborsare entro 5 giorni alla Muscle Nutrition la somma di Euro 15,00 sul C.C. da richiedere al tel 0545 78392 . Trascorso tale termine si procedera' con l'aggiunta di tutte le spese necessitate ed occorrende.
    www.musclenutrition.com - www.bodyweb.com - www.vbulletin.it

  • #2
    Puoi avere tutte le ragioni che vuoi, ma purtroppo le somme in "gioco" sono troppe esigue sia per fargli causa e sia per recuperare il credito tramite un'agenzia specializzata.

    Unica arma è quello fare una telefonata preventiva chiedendo l'accettazione dell'ordine. In caso di dubbio noi non spediamo. Meglio perdere un "possibile" guadagno che una reale perdita di tempo e denaro.

    Ciao
    Angelo
    Perchè buongustai non si nasce, ma si diventa

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    • #3
      Originariamente inviato da angelo_ew Visualizza il messaggio
      Puoi avere tutte le ragioni che vuoi, ma purtroppo le somme in "gioco" sono troppe esigue sia per fargli causa e sia per recuperare il credito tramite un'agenzia specializzata.

      Unica arma è quello fare una telefonata preventiva chiedendo l'accettazione dell'ordine. In caso di dubbio noi non spediamo. Meglio perdere un "possibile" guadagno che una reale perdita di tempo e denaro.

      Ciao
      Angelo
      Hehe, la telefonata la facciamo, ma poi questi ci ripensano
      www.musclenutrition.com - www.bodyweb.com - www.vbulletin.it

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      • #4
        La telefonata non basta!

        Purtroppo in Italia i contrassegni sono lo "standard", noi effettuiamo più della metà delle vendite in contrassegno:

        all'inizio spedivamo senza pensarci troppo, ma le soprese poi arrivavano... e anche troppo spesso (ripensamenti dei clienti e annullamenti poche ore dopo le spedizioni); alcuni clienti se insisti con le telefonate alla fine ti rimborsano, altri non si fanno trovare, altri ti mandano a quel paese;

        dopo un po' di bastonate, abbiamo deciso (per il contrassegno) di farci firmare dai clienti un documento ove accettavano di rimborsarci le spese in caso di mancato ritiro... non l'avessimo mai fatto! purtroppo pochissimi accettavano di firmare e quindi ci si rimetteva di più, facendo meno vendite...

        adesso adottiamo la pratica della chiamata o della conferma via e-mail...
        la domanda è: funziona?

        Fa stare più tranquilli noi, ma il cliente "stronzo" che ha deciso di annullare l'ordine e di fregarsene dei costi della spedizione, capita lo stesso, almeno una volta all'anno
        (quando va bene, altrimenti 2-3 volte/anno).

        Che dire, 50/60 euro buttati l'anno rientrano tra i costi di gestione, non sono molti... anche se ogni volta mi rode e ci spendo di raccomandate per cercare recuperare...
        non credo sia giusto che le cose vadano così... ma al momento non c'è una alternativa.


        Di recente, con un contrassegno mi è capitatata una cosa assurda (in realtà è successo altre volte, ma come questa mai): il corriere consegna, ma non si accorge di dover incassare il contrassegno... naturalmente nei bonifici successivi manca l'incasso di quella spedizione... segnalo la cosa al corriere, il quale apre una pratica.
        Di solito il corriere torna dal cliente cercando di fargli capire che, anche se ha preso la merce, in realtà la deve pagare... nella maggior parte dei casi il cliente paga e la pratica si chiude... ma questa volta non avviene!
        Il cliente si è preso la merce e non ha pagato il contrassegno!
        Dopo ripetute chiamate, fax e mail varie, il cliente non si fa trovare e fa finta di niente, alla fine lo becco sul cellulare (nascondendo ovviamente il mio numero) e mi dice che siccome il pacco era in contrassegno il corriere non doveva consegnare e quindi per lui è apposto così?!?
        Ma vi rendete conto? Questo si è preso la merce senza pagare il contrassegno di qualche centinaia di euro... e secondo lui ha pure ragione!
        Sono passati mesi e il cliente non ha saldato, il corriere ha rinunciato ad insistere, ma è stato più che serio, perché ha capito che l'errore è il suo e ha detto che mi farà recuperare la perdita (ovviamente non faccio nomi perché la pratica non è ancora chiusa)
        Per quanto riguarda me, anche se il corriere mi rimborsa il disservizio, il cliente non ha pagato la fattura e lo metto in mora... gli ho fatto inviare una raccomandata dal mio avvocato e tra un po' di tempo si vedrà se ha ancora ragione...


        Mi sono dilungato un po'... tutto per dire che comunque dobbiamo trovare un modo per difenderci, altrimenti siamo soli (e da soli siamo poco efficaci).




        Ad esempio, la normativa vigente appunto sul diritto di recesso è carente e poco chiara su due punti:

        - il cliente può esercitare il diritto di recesso dopo che ha provato il prodotto?
        nella legge non è specificato se il cliente può provare i prodotti... ma neanche il contrario, purtroppo...

        perché dovremmo accettare un diritto di recesso, se il cliente ha provato il prodotto?


        - è specificato nella legge che il cliente deve pagare "solo" le spese di spedizione di rientro della merce, ma c'è un'altra cosa poco chiara...

        perché dovremmo pagare noi le spese di andata della merce se il cliente prima fa l'ordine, poi ci ripensa?


        Se il cliente ci avvisa dell'annullamento dell'ordine PRIMA della spedizione, mi sta bene che non ci sono spese (anche se per noi i costi ci sono lo stesso); ma se il cliente ci avvisa DOPO o se ne frega, perché dovremmo pagare noi commercianti?

        La legge specifica che si devono pagare i servizi già prestati, ma la legge non specifica se il trasporto della merce può essere o meno considerato un servizio separato dalla merce...
        infatti le associazioni di consumatori continuano a ribadire che il trasporto è legato all'ordine e quindi va rimborsato (nella legge però non c'è mica scritto?!?)

        Adesso tutti i corrieri hanno il servizio "time-definite" (ovvero consegna entro un determinato orario del giorno successivo alla spedizione), una ORE 9:00 ha un supplemento di 18euro+IVA;
        mi è capitato qualche volta di fare delle ORE 9 per dei clienti che avevano bisogno della merce tassativamente entro la mattina del giorno dopo...
        pensate se uno di questi ci ripensa... che alle associazioni di consumatori piaccia o no, il trasporto è un servizio, non potrebbe essere altrimenti... ma la legge sul diritto di recesso non contempla il trasporto tra i servizi...
        Saluti, Andrea Cerquozzi
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        • #5
          Sapete come l'ho risolta io la cosa ? Non totalmente, ma in gran parte ?

          Se mi permettete la registrazione come MARCHANT, visto che ora ho un problema, ve lo dico
          http://www.aicel.it/forum/showthread...4261#post94261
          www.musclenutrition.com - www.bodyweb.com - www.vbulletin.it

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          • #6
            Se il cliente ha usato il prodotto, non può più restituirlo come "recesso", perchè per il recesso dovrebbe essere integro, non usato, e nella sua confezione sigillata o originale.
            Se non funziona bene può esercitare il diritto di ripristino, ma quello è un altro discorso.

            Le spese di spedizione di andata fanno parte dell'acquisto del prodotto: secondo me è ovvio che non vadano rimborsate in caso di recesso, in quanto comunque la spedizione è stata richiesta e approvata dal cliente, ed effettuata, quindi non è rimborsabile. E se il cliente vuole recedere, deve rispedire indietro a sue spese.
            ------------------------
            Susanna
            Giardino Italiano, www.giardino.it, www.pens.it

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            • #7
              Mhh.... nel decreto legge 185/99 è specificato che le spese accessorie devono essere rimborsate qualora specificato nell'informativa.
              Tra l'altro le spese di spedizione sono anche be distinte dal costo del prodotto, lo si capisce bene quando si spediscono generi alimentari e bisogna applicare due tipi di IVA diversi.

              Il punto però della questione rimane sul foro competente, nessuno mai al mondo si sognerebbe di aprire una causa civile per 15 euro, anche del agiudice di pace, se lo stesso è a 700 chilometri di distanza.




              Nessuno è curioso di sapere come ho risolto aumentando anche la velocità d'afflusso contante ?
              www.musclenutrition.com - www.bodyweb.com - www.vbulletin.it

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              • #8
                Il Decreto 185/99 è stato abrogato 3 anni fa dal Codice del Consumo (D.Lgs. 206/05).

                @Giardino Italiano: per quanto riguarda l'utilizzo o meno del bene oggetto del recesso, il Decreto prevede questo:
                E' comunque sufficiente che il bene sia restituito in normale stato di conservazione, in quanto sia stato custodito ed eventualmente adoperato con l'uso della normale diligenza.
                Quindi il bene dovrebbe essere si integro, ma non è specificato che non debba essere usato.
                Ed io che vendo slip e perizomi avrei da dire parecchio su questa cosa, perchè è chiaro che ci sono prodotti che si prestano meno di altri "all'uso della normale diligenza".
                [COLOR=DarkRed][B][URL="http://www.comunicazionechiara.com"][U]Promozione e-commerce[/U][/URL] [/B][/COLOR]- [COLOR=DarkRed]Il mio lavoro[/COLOR]
                [B][URL="http://www.fareunregalo.it"]Idee Regalo[/URL][/B] - [COLOR=DarkOrange]Le mie recensioni[/COLOR]
                [B][URL="http://www.cosmeticinaturali.biz"]Cosmetici Naturali[/URL][/B] -[COLOR=Red] La mia passione[/COLOR]

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                • #9
                  Mhh... interessante, io ho sempre e solo fatto riferimento a quell'articolo invece ho scoperto anche quello che hai citato tu ed anche il decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 : http://www.interlex.it/testi/dlg0370.htm
                  Anche questo in difesa del consumatore, mi sento "lievemente" discriminato, una sorta di razzismo
                  www.musclenutrition.com - www.bodyweb.com - www.vbulletin.it

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                  • #10
                    In pratica il codice del consumo ha spazzato via la normativa previgente (anche se la riprende in molte parti) e la integra con il Decreto 70/03.

                    E...si, siamo discriminati.
                    [COLOR=DarkRed][B][URL="http://www.comunicazionechiara.com"][U]Promozione e-commerce[/U][/URL] [/B][/COLOR]- [COLOR=DarkRed]Il mio lavoro[/COLOR]
                    [B][URL="http://www.fareunregalo.it"]Idee Regalo[/URL][/B] - [COLOR=DarkOrange]Le mie recensioni[/COLOR]
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                    • #11
                      Originariamente inviato da kya Visualizza il messaggio
                      Il Decreto 185/99 è stato abrogato 3 anni fa dal Codice del Consumo (D.Lgs. 206/05).Quindi il bene dovrebbe essere si integro, ma non è specificato che non debba essere usato.
                      Ed io che vendo slip e perizomi avrei da dire parecchio su questa cosa, perchè è chiaro che ci sono prodotti che si prestano meno di altri "all'uso della normale diligenza".
                      Ovviamente la biancheria intima non può essere restituita. Neppure nei grandi magazzini: non la si può neanche provare. Ed è logico, ci sono cartelli sia nei reparti che nei camerini che alle casse (per la vostra sicurezza e tutela dell'igiene, ecc ecc)

                      Così io, che vendo stilografiche, non posso accettarle indietro se sono state inchiostrate (i collezionisti hanno un'attenzione maniacale alla verginità delle penne)


                      Originariamente inviato da Sergiobodyweb
                      Nessuno è curioso di sapere come ho risolto aumentando anche la velocità d'afflusso contante ?
                      Io si! Ma se non ce lo dici...
                      ------------------------
                      Susanna
                      Giardino Italiano, www.giardino.it, www.pens.it

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                      • #12
                        Originariamente inviato da Giardino_Italiano Visualizza il messaggio

                        Io si! Ma se non ce lo dici...
                        Volevo un minimo di attenzione qui in cambio : http://www.aicel.it/forum/showthread...4293#post94293
                        www.musclenutrition.com - www.bodyweb.com - www.vbulletin.it

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                        • #13
                          E' un post un pò vecchiotto ma volevo dire la mia e sentire cosa ne pensavate.
                          Le spedizioni in contrassegno non accettate dai clienti sono dei semplici costi.
                          Quindi perchè non inserirli nella tariffa di contrassegno stessa? ovvero se ogni hanno ci sono mediamente 50euro di questi costi, basta mettere un minimo in più su ogni contrassegno effettuato (10-20 cent già copri) che va a coprire i costi di quelli mancati.
                          Il costo del servizio di contrassegno non è detto debba coprire solo la tariffa che si prende il corriere. che ne pensate?

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                          • #14
                            Originariamente inviato da sandro85 Visualizza il messaggio
                            E' un post un pò vecchiotto ma volevo dire la mia e sentire cosa ne pensavate.
                            Le spedizioni in contrassegno non accettate dai clienti sono dei semplici costi.
                            Quindi perchè non inserirli nella tariffa di contrassegno stessa? ovvero se ogni hanno ci sono mediamente 50euro di questi costi, basta mettere un minimo in più su ogni contrassegno effettuato (10-20 cent già copri) che va a coprire i costi di quelli mancati.
                            Il costo del servizio di contrassegno non è detto debba coprire solo la tariffa che si prende il corriere. che ne pensate?
                            Più o meno.... sarebbe come dire, se ogni tanto al distributore qualche d'uno non paga, basta inserirlo nei costi ed aumentare un poco la benzina, io ho trovato una soluzione diversa.
                            www.musclenutrition.com - www.bodyweb.com - www.vbulletin.it

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                            • #15
                              Beh la benzina è il bene che il distributore vende quindi non credo sia paragonabile al servizio di contrassegno ma più giusto paragonarlo ai prodotti che noi vendiamo.
                              Cmq che soluzione? Dicci magari può essere utile a qualcuno..

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