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Aiuto sui... regimi fiscali

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  • Aiuto sui... regimi fiscali

    Ciao a tutti,
    sono in procinto di partire con il mio primo sito di e-commerce, e sto raccogliendo tutte le informazioni necessarie; fra queste, quelle che sicuramente mi preoccupano di più sono quelle burocratiche.
    Dunque, mi sono rivolto al mio commercialista (che molto onestamente mi ha confessato di saperne poco in fatto di e-commerce, ma che si può documentare) e una volta presentatogli quanto volevo fare mi ha dato le seguenti indicazioni.
    Non necessito di iscrizione all'INPS in quanto già dipendente a tempo indeterminato ( 2800 euro l'anno risparmiate)
    Apertura partita IVA e iscrizione alla camera di commercio (250 euro circa).
    Quello che mi ha lasciato un po' perplesso è che mi ha detto che risulterei come vendita all'ingrosso, in quanto quella al dettaglio prevede un negozio dove entrino i clienti (o qualcosa del genere).... può essere ?
    Altra cosa, lui mi ha parlato di due modalità, agevolata, con tassazione al 5% e nessun registro iva, probabilmente si risparmia sulle tasse, sicuramente sulla tenuta dei conti, ma il fatto di vendere senza iva (dovendola invece pagare in acquisto) mi preclude praticamente la vendita a chiunque voglia una fattura intestata ad una ditta, perchè non potrebbe scaricare l'iva (mentre invece al privato non dovrebbe fregargliene più di tanto). Oppure la classica gestione, con Irpef che sommata al lavoro dipendente mi ha detto supererebbe il 30%, e tutto il discorso della gestione dell'iva. Ero già abbastanza in difficoltà a questo punto, non sapevo cosa scegliere, poi ho trovato questo forum (veramente utilissimo) e la situazione è anche peggiorata, perchè oltre a quelle sopracitate, ho letto di una cosa dei minimi e di un'altra ancora di cui non ricordo il nome....
    Chi mi può dare una mano a chiarire questa cosa ?
    E poi, secondo voi, è meglio che trovi un commercialista specializzato in e-commerce, o il mio, se si va a documentare, può andare bene ? Nel senso, ci sono molte particolarità da sapere per l'e-commerce, quindi non potrà mai essere competente, oppure sono solo "2 cosette" ?
    Grazie
    Ciao
    --

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  • #2
    C'è un pò di confusione in tutto ciò.....
    in maniera il più semplice e veloce possibile, per quel che riguarda i regimi e presupponendo la commercialità (scusa il gioco di parole) dell'attività di e-commerce:
    1) il nuovo regime dei minimi prevede una imposta sostitutiva molto vantaggiosa del 5% sul reddito imponibile (ricavi - costi), ma è possibile accedervi solo a determinate condizioni, fra cui la soglia di 30.000 di compensi annua, il limite di 15.000 euro per l'acquisto di beni strumentali, l'impossibilità di effettuare cessioni all'esportazione; inoltre l'attività non deve essere una prosecuzione di un'altra già svolta precedentemente (o che stai svolgendo, nel tuo caso la medesima del tuo posto da dipendente).
    2) il regime semplificato prevede la gestione Iva e la tassazione con le aliquote Irpef ordinarie (e un cumulo con gli altri redditi da lavoro dipendente), quindi sarebbe ovviamente più dispendioso, anche in termini di costo del commercialista.
    3) sui costi per Inps non sarei così sicuro, dovresti indicarmi il tipo di attività , perchè potrebbe essere necessario iscriversi alla gestione separata inps, e versare un ulteriore 18% sull'imponibile.
    Edit: puoi spiegarti meglio in merito all'ingrosso?
    Saluti
    Studio Emmi
    www.studioemmi.it - Commercialista online - Prima consulenza gratuita

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    • #3
      Originariamente inviato da Studio_Emmi Visualizza il messaggio
      1) il nuovo regime dei minimi prevede una imposta sostitutiva molto vantaggiosa del 5% sul reddito imponibile (ricavi - costi), ma è possibile accedervi solo a determinate condizioni, fra cui la soglia di 30.000 di compensi annua, il limite di 15.000 euro per l'acquisto di beni strumentali, l'impossibilità di effettuare cessioni all'esportazione; inoltre l'attività non deve essere una prosecuzione di un'altra già svolta precedentemente (o che stai svolgendo, nel tuo caso la medesima del tuo posto da dipendente).
      Allora forse era di questo che parlava, l'ha chiamato agevolato per semplificare... oppure ho fatto casino io, comunque dovrebbe essere lui; mi confermi il discorso dell'iva ? Ovvero, non si tiene gestione iva, se io compro, quindi non la posso scaricare, ma la posso dedurre come costo. Esempio: Compro dalla spagna 1000 euro di materiale, in dogana ci mettono l'iva al 21%, totale 1210 euro, rivendo il tutto a 1600 euro senza emissione IVA, pago il 5% di tasse sulla differenza 1600 - 1210, quindi 390, quindi 19,5€ di tasse, giusto ?

      Originariamente inviato da Studio_Emmi Visualizza il messaggio
      2) il regime semplificato prevede la gestione Iva e la tassazione con le aliquote Irpef ordinarie (e un cumulo con gli altri redditi da lavoro dipendente), quindi sarebbe ovviamente più dispendioso, anche in termini di costo del commercialista.
      In questo caso invece compro a 1000, 1210 con l'iva, rivendo a 1500 più IVA, cioè 1815€, l'iva ha la sua gestione separata, qui il ricavo sarebbe 500€ sul quale pagherò tasse con aliquote ordinarie (calcolate sul reddito accumulato a quello dipendente ?).
      La differenza fra le due sta nel decidere se avrò o meno clienti con partita IVA, perchè se fossero tutti privati, a loro dell'iva non interessa niente e sarebbe meglio (per loro e per me) la prima ipotesi, però con quella mi taglierei fuori chi invece l'iva la scarica.... decisione difficile....

      Originariamente inviato da Studio_Emmi Visualizza il messaggio
      3) sui costi per Inps non sarei così sicuro, dovresti indicarmi il tipo di attività , perchè potrebbe essere necessario iscriversi alla gestione separata inps, e versare un ulteriore 18% sull'imponibile.
      Uhmmmm, questo no buono.... l'attività dell'e-commerce sarebbe vendita di articoli sportivi... di nicchia diciamo, però non so se vuoi sapere anche l'attività da lavoro dipendente, quella è assistenza tecnica per una ditta che produce bancomat e casse dei supermercati.

      Originariamente inviato da Studio_Emmi Visualizza il messaggio
      Edit: puoi spiegarti meglio in merito all'ingrosso?
      Eh, bella domanda, come ti dicevo, il mio commercialista non è esperto di e-commerce, e quando sono andato da lui, ha preso un paio di libroni e ha incominciato a sfogliare, nel mentre pensava a voce alta, e fra le cose ho sentito questa che diceva che dovrei essere equiparato alla vendita all'ingrosso in quanto non esiste un negozio fisico per la vendita al dettaglio.... boh... prima aveva parlato che forse potevo essere anche intermediario.... forse dovrei rivolgermi a qualche commercialista esperto di e-commerce....
      Comunque intanto grazie per le informazioni
      --

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      • #4
        Nel primo caso dalla Spagna non vi è dogana, bisogna integrare l'iva e versarla il mese successivo), il costo rimane il medesimo. Nel secondo caso il ragionamento è corretto.
        Per quanto riguarda l'Inps non dovrebbero esserci problemi anche se una telefonata per sicurezza la farei;nemmeno per l'attività, puoi aderire al regime dei minimi poichè l'attività e diversa, fermo restando gli altri paletti di cui ho accennato.
        Per la differenza tra ingrosso e dettaglio non ho ancora capito bene, probabilmente si riferisce al fatto che per il dettaglio bisogna fare prima la comunicazione al comune (adempimento piuttosto rapido di solito, modello Com6bis), e per l'ingrosso serve solo la Comunica, ma onestamente mi sembra una pratica piuttosto "barbara" se non reale.
        Per l'esperienza e-commerce posso dirti che, in fin dei conti, non trovo tutta questa differenza con i negozi "veri", abbiamo diversi clienti in Studio con negozi virtuali e gli adempimenti sono sempre quelli, le differenze maggiori risiedono il più delle volte negli adempimenti necessari per le operazioni con l'estero.
        Verifica bene il tutto
        Saluti
        Studio Emmi
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        • #5
          Ciao, ti ringrazio per l'infinita pazienza
          non mi è chiaro un punto di ciò che hai scritto,
          Originariamente inviato da Studio_Emmi Visualizza il messaggio
          Nel primo caso dalla Spagna non vi è dogana, bisogna integrare l'iva e versarla il mese successivo), il costo rimane il medesimo. Nel secondo caso il ragionamento è corretto.
          Cosa vuol dire ? dalla spagna mi fanno una fattura di 1000 € senza iva (peccato perchè da loro è al 18% :-), a me arriva la merce e l'iva al 21% chi la mette se non passa dalla dogana ? lo spedizioniere ? devo fare io qualcosa ? E poi, com'è che la devo versare il mese successivo ? Non c'era il discorso che si evitava la gestione separata dell'iva ? e ancora, a me aveva detto che con questo regime, in cui fatturo senza iva perchè esonerato dall'obbligo (e quindi non ho la possibilità di andare a pari caricandola e scaricandola) l'iva che io pago per l'acquisto risulta deducibile, quindi è un costo.... mi stai dicendo che non è vero ? Che casino.....
          --

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          • #6
            Originariamente inviato da gorex75 Visualizza il messaggio
            Ciao, ti ringrazio per l'infinita pazienza
            non mi è chiaro un punto di ciò che hai scritto,

            Cosa vuol dire ? dalla spagna mi fanno una fattura di 1000 € senza iva (peccato perchè da loro è al 18% :-), a me arriva la merce e l'iva al 21% chi la mette se non passa dalla dogana ? lo spedizioniere ? devo fare io qualcosa ? E poi, com'è che la devo versare il mese successivo ? Non c'era il discorso che si evitava la gestione separata dell'iva ? e ancora, a me aveva detto che con questo regime, in cui fatturo senza iva perchè esonerato dall'obbligo (e quindi non ho la possibilità di andare a pari caricandola e scaricandola) l'iva che io pago per l'acquisto risulta deducibile, quindi è un costo.... mi stai dicendo che non è vero ? Che casino.....
            No problem, in fin dei conti è il mio lavoro
            Distingui tra acquisti in Italia-nella CEE-fuori CEE:
            1) l'Iva è un costo;
            2) devi integrare tu la fattura, come se lo aggiungessi a penna (nell'esempio il mese successivo versi 210 euro;
            3) paghi tutto alla dogana, è tutto un costo;
            Inoltre per acquisti CEE vi sono altri adempimenti (VIES, Intrastat) occhio a non trascurarli
            Saluti
            Studio Emmi
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            • #7
              Ciao a tutti,
              riapro un attimo questo post per chiedere altri due chiarimenti.
              Il primo, per aderire al regime dei minimi, se non ho capito male, tra le altre limitazioni, c'è quella di avere un età inferiore ai 35 anni, è corretto ? Perchè se così fosse.... avrei già scelto, o meglio, avrebbero già scelto per me
              Altra domanda, esiste una lista, un sito, un documento, in cui vengano elencati tutti i costi che è possibile detrarre (con la nostra attività di e-commerce) e in quale misura ? (per esempio, benzina, PC, leasing auto, ecc)
              Grazie
              --

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              • #8
                No, non vi è nessun limite d'età per aderire al regime dei minimi. Può utilizzarlo solo per i primi 5 anni dell'attività e solo per i più giovani anche oltre i cinque anni, fino a 35.
                Non esiste una lista di costi deducibili, il principio è che ogni costo è deducibile se inerente l'attività.
                http://www.studiocommercialeonline.it/

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                • #9
                  Precisazione

                  Scusate se mi intrufolo nella discussione, ma vorrei avere una precisazione, messa così se io ho un e-commerce con regime dei minimi se in un anno acquisto merce iva inclusa per 20.000 euro e la rivendo per 31.000 euro verserò all'erario il 5 percento di 11.000 euro, ma sarei fuori dal regime dei minimi. giusto

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                  • #10
                    sinceramente io sconsiglio il regime dei minimi per chi fa' commercio
                    e soprattutto a chi compra all'estero, troppi costi ed adempimenti che vi faranno uscire dai minimi prima della fine dell'anno se lavorate come si deve e soprattutto per avere uno "stipendio" che vi faccia vivere tranquilli

                    chi vuole arrotondare in quanto già occupato è meglio che se lo pensi in quanto i 30000 euro sono di fatturato e non di utile, ergo dai 30000 euro togli i costi della merce, i vari adempimenti intrastat e iva, inps, servizi come i corrieri (quello che ti costa lo giri al cliente, non guadagni ma fa' fatturato) ecc. ecc.

                    il regime dei minimi è ottimo per liberi professionisti, artigiani che offrono solo prestazioni di servizio, lavoratori conto terzi e così via
                    Alessandro|www.retrofootballclub.com|info@retrofootballclub.com

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