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Paypal, IVA e gestione conto terzi

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  • Paypal, IVA e gestione conto terzi

    Ciao a tutti!
    Questo è il mio primo post, su un argomento a cui spulciando un po il forum non sono riuscito a dar risposta...

    Possiedo da diversi anni un dominio che vanta un numero di utenti di settore sufficiente a convincere un inserzionista esterno (che conosco bene e possiede una solida attività "fisica" nel settore) a creare un negozio ad esso collegato.

    La mia situazione attuale è quella di webmaster dell' e-shop, e potenziale futuro socio "fisico" dell'inserzionista (srl); fino a quel momento vorrei restare un semplice gestore del sistema.

    Per garantire un buono sviluppo della potenziale futura società si pensava di sviluppare il commercio online esclusivamente intorno al mio nome, già legato al dominio che lo ospiterebbe...

    Per iniziare, visto l'incognito regime di introiti a cui si va incontro, si è deciso di utilizzare Paypal; e qui sono sorti diversi dubbi (non fugati dal servizio clienti, anche per la loro natura che un po prescinde dal gestore dei pagamenti).

    La situazione è quella dunque di due figure distinte (commerciante fisico, titolare di partita iva e "commerciante virtuale", non titolare di partita iva) non legate da nessun vincolo ne societario ne di tipo relazionale.

    Lo scopo che vorrei raggiungere è gestire il negozio online anche dal punto di vista delle transazioni, sfruttando però la partita iva già esistente; a questa semplice richiesta però, va aggiunto il vincolo dell'anonimato dell'inserzionista, deciso per pure questioni di politica commerciale.

    Dopo aver visionato le proposte Paypal e parlato diverse volte col servizio clienti, ho scoperto che le opzioni per il caso in questione sono:
    1. Intestare direttamente il conto alla società (scartata perchè il nome della società fisica comparirebbe nella ricevuta del cliente perdendo così la condizione dell'anonimato);
    2. intestare il conto a me e appoggiarmi al mio conto bancario (scartata perchè sarebbe sicuramente necessario aprire una nuova partita iva il che complicherebbe le relazioni con negozio fisico e altre);
    3. intestare il conto a me e appoggiarmi esclusivamente (per la transazione da conto paypal a conto bancario) al conto della società fisica già esistente (con sua partita iva etc).
    La terza soluzione soddisferebbe la richiesta condizione di anonimato dell'inserzionista, ma non capisco se soddisfa le esigenze fiscali del negozio fisico e online.

    Di fatto il cliente paga su un conto paypal intestato a me, e io verso i soldi sul conto dell'attività (che possiede la piva, la merce etc)

    Questo è sufficiente a essere in regola con il fisco, sia a livello di IVA che altro?



    Grazie!
    Alessandro

  • #2
    Mah discorso fiscale a parte direi che un commercialista ti saprà aiutare meglio...

    Personalmente ritengo che se loro sono interessati a te ti puoi "vendere" e cioè:

    libero professionista con annessi e connessi (p.iva, tasse etc)

    Direi che è il regime più idoneo, ti consiglio dopo aver sentito un commercialista di "venderti" come libero professionista.

    Tipo: Chiedi € x al mese più una percentuale sulle vendite.

    Diversamente come giustifichi le entrate uscite di denaro ?

    Marino
    "E come tutte le più belle cose..vivesti solo un giorno, come le rose" Ciao Valerio...
    13/04/2011 Benvenuta Sofia !
    -- ex hostwebservice.com --
    www.guantoshop.it
    www.sciarpashop.com

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    • #3
      ...

      Grazie per il suggerimento... è un buon consiglio anche se complica ulteriormente le cose...

      Sono un ingegnere che lavora come dipendente per una ditta quindi in caso di p iva ...???

      MAH! Ho già sentito un commercialista che mi ha prospettato solo l'ipotesi della piva personale (ipotesi 2).


      Ciao e grazie!
      Alessandro

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      • #4
        Più che preoccuparmi degli incassi fossi in te vorrei sviscerare prima la cosa dal punto di vista fiscale/formale. Non ho capito chi è che emette fattura, ovvero il soggetto economico. Tu o la Srl?

        Gioielli online
        Diamanti certificati

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        • #5
          ...

          E' proprio quella la mia preoccupazione... Mi riferisco agli incassi perchè credo che il "problema" risieda nella natura "strana" di Paypal... Non è una banca, e mi permette di lavorare come tramite... insomma è una cosa un po fumosa a parer mio!

          Il problema della fattura è stato messo in secondo piano in quanto "non necessaria".

          Comunque in caso di richiesta potrebbe essere emessa anche dalla SRL (con conseguente perdita di anonimato, ma è un caso molto remoto).

          Non credo di poter fatturare senza P Iva!
          ..una delle soluzioni "capra e cavoli" che mi ero proposto era quella di entrare subito con una quota ridicola nell' SRL (1&#37 se non fosse che la natura stessa dell' SRL non mi convince per niente!

          CIao!
          Alessandro

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          • #6
            Originariamente inviato da Chianese Visualizza il messaggio
            E' proprio quella la mia preoccupazione... Mi riferisco agli incassi perchè credo che il "problema" risieda nella natura "strana" di Paypal... Non è una banca, e mi permette di lavorare come tramite... insomma è una cosa un po fumosa a parer mio!

            Il problema della fattura è stato messo in secondo piano in quanto "non necessaria".

            Comunque in caso di richiesta potrebbe essere emessa anche dalla SRL (con conseguente perdita di anonimato, ma è un caso molto remoto).

            Non credo di poter fatturare senza P Iva!
            ..una delle soluzioni "capra e cavoli" che mi ero proposto era quella di entrare subito con una quota ridicola nell' SRL (1%) se non fosse che la natura stessa dell' SRL non mi convince per niente!

            CIao!
            Alessandro
            Mi riquoto:

            libero professionista con annessi e connessi (p.iva, tasse etc)

            Direi che è il regime più idoneo, ti consiglio dopo aver sentito un commercialista di "venderti" come libero professionista.

            Tipo: Chiedi € x al mese più una percentuale sulle vendite.

            --

            Marino
            "E come tutte le più belle cose..vivesti solo un giorno, come le rose" Ciao Valerio...
            13/04/2011 Benvenuta Sofia !
            -- ex hostwebservice.com --
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            www.sciarpashop.com

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            • #7
              Marino, il suo problema non è come ripagarsi della sua attività, ma è legato al pagamento degli acquirenti.
              Se non ho mal capito lui vorrebbe fare in modo che il cliente non sappia a da chi ha effettivamente comprato il prodotto, ma che versi i soldi a lui che poi li rigira al titolare effettivo dell'ecommerce (da cui poi riceverà l'x percento sulle vendite).

              Quindi se usa il "suo" conto paypal risulta la sua p.iva che riceve tutti i pagamenti e poi li rigira in qualunque modo al titolare della s.r.l.
              Se invece fa aprire il conto alla s.r.l. il pagante vede a chi ha mandato i soldi.

              Ho capito bene?

              Se è cosi' io sinceramente non capisco perchè si voglia mantenere questo anonimato creandosi cosi' dei gran casini. In ogni caso la p.iva che dovrai pubblicare sul sito è quella della s.r.l. da cui si può facilmente risalire alla struttura societaria....

              ciaoo
              http://www.goosefish.it

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              • #8
                ...

                Ho chiamato il commercialista e ci ho chiaccherato velocemente...

                Inquadrarmi come libero professionista è una possiblità ma non è conveniente!

                Mi spiego meglio: la mia "convenienza" nella situazione che si sta venendo a creare è partire a rischio 0, magazzino 0 in quella che potrebbe concretizzarsi in una partecipazione a una società fisica.

                La merce è messa a disposizione dall'inserzionista insieme al servizio spedizioni; per me si tratta solo di gestire il tutto e farli arrivare gli ordini.

                Oltre a questo da parte mia c'è l'importante peso del dominio.

                Nel momento in cui dovessi aprire una p iva come libero professionista, entrerei in un regime fiscale che penso si possa facilmente associare allo stesso regime fiscale che otterrei con una p iva da commerciante!

                Insomma, p iva per p iva aprirei quella da commerciante!.. in caso le cose non andassero per la giusta via avrei comunque la possiblità di fare tutto da solo (di fatto già lo faccio, salvo servizio spedizioni e ordine della merce, che posso sopperire con una politica di allungamento dei tempi)...

                Certo andrei incontro a una percentuale superiore di rischio, ma chi non risica non rosica, e poi un investimento pari alla cifra che dovrei pagare di INPS sarebbe più che sufficiente per uno start-up!
                Inoltre potrei sempre effettuare la vendita conto terzi con merce in conto vendita.

                STEFANO; hai risposto mentre rispondevo pure io.
                Hai capito benissimo, e capisco anche io che l'anonimato è una rogna da gestire!
                A grandi linee ti dirò che l'anonimato è indispensabile finchè non sarà reso effettivo l'ingresso dei nuovi soci nell'SRL che a quel punto cambierà anche nome; fa parte di un progetto di ristrutturazione che gioca molto sull'effetto sorpresa..
                La P iva si può pubblicare in tanti modi e così come so che le fatture non verrebbero richieste so anche che in pochi andrebbero a cercare i titolari delle P IVA.

                Un'altra soluzione economica potrebbe essere quella di cambiare la ragione sociale...

                Ciao!

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                • #9
                  Meglio allora aprire una nuova società con un nuovo nome, potrebbe anche essere una ditta individuale intestata al nonno/cugino/moglie/nipote di qualcuno nella srl; il che consentirebbe alla srl di non comparire, ma sarebbe perfettamente in regola in quanto comprerebbe dalla srl e rivenderebbe al cliente finale.
                  Senza casini di account Paypal intestati a te e movimenti di soldi difficili da spiegare
                  ------------------------
                  Susanna
                  Giardino Italiano, www.giardino.it, www.pens.it

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                  • #10
                    Originariamente inviato da Chianese Visualizza il messaggio

                    Inquadrarmi come libero professionista è una possiblità ma non è conveniente!
                    ma se fai il commerciante come fai ad operare come professionista proprio non lo capisco. Non è che vai all'Uff delle Entrate e gli dici: mi dia due etti di P.iva da professionista e tre da ambulante...

                    Se acquisti e rivendi merce sei un commerciante. Punto.

                    Originariamente inviato da Chianese Visualizza il messaggio
                    La merce è messa a disposizione dall'inserzionista insieme al servizio spedizioni; per me si tratta solo di gestire il tutto e farli arrivare gli ordini.
                    che vuol dire? compri e vendi merce, fornisci un servizio o cos'altro?


                    Originariamente inviato da Chianese Visualizza il messaggio
                    Nel momento in cui dovessi aprire una p iva come libero professionista, entrerei in un regime fiscale che penso si possa facilmente associare allo stesso regime fiscale che otterrei con una p iva da commerciante!
                    No. Avresti studi di settore diversi, status camerale diverso, problematiche fiscali deverse...


                    Originariamente inviato da Chianese Visualizza il messaggio
                    Insomma, p iva per p iva aprirei quella da commerciante!..
                    vedi sopra, non sei tu a scegliere

                    Originariamente inviato da Chianese Visualizza il messaggio
                    [cut]... e poi un investimento pari alla cifra che dovrei pagare di INPS sarebbe più che sufficiente per uno start-up!
                    non c'è lavoratore in Italia che non debba pagare i contributi obbligatori

                    Originariamente inviato da Chianese Visualizza il messaggio
                    Inoltre potrei sempre effettuare la vendita conto terzi con merce in conto vendita.
                    ma che vuol dire?

                    Originariamente inviato da Chianese Visualizza il messaggio
                    La P iva si può pubblicare in tanti modi
                    e chi lo dice? deve essere leggibile in home, se operi tramite un sito. Quanti modi conosci?


                    Della serie: poche idee, ma confuse

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                    • #11
                      ...

                      Ma hai letto i messaggi precedenti? Sono abbastanza chiari!

                      Ti faccio un riassunto... faccio il webmaster di un sito a cui verrà affiancato un e-shop (ergo al momento ne compro ne rivendo merce) ovviamente fornisco un servizio. Ora non possiedo partita iva perchè non vendo neanche il servizio ma lo presto gratuitamente; si tratta di decidere come muoversi per ovviare ai problemi fiscali legati al negozio online e alla sua completa gestione (incluso il pagamento da parte degli utenti). Tramite il servizio clienti Paypal e gli altri utenti che hanno partecipato alla discussione sono venute fuori diverse soluzioni sulla figura più conveniente in cui inquadrarmi, con conseguente tipo di partita iva... Così dovresti rispondere almeno alle tue prime 4 domande..

                      Riguardo alla questione "INPS" non so cosa tu abbia capito ma intendevo dire che con una cifra pari alla quota minima da versare posso tranquillamente iniziare il lavoro... credo fosse piuttosto chiaro anche quello.

                      Merce in conto vendita mah... davvero non sai come funziona?

                      Spero di essere stato chiaro, potevi risparmiarti lo sfottò finale e chiedere una spiegazione più esplicita su quello che gli altri utenti avevano già capito.

                      Grazie comunque di aver partecipato, anche se di fatto il tuo post non ha portato nessuna nuova soluzione ne appoggio o critica a una di quelle precedentemente proposte.

                      Ciao
                      Alessandro

                      Commenta


                      • #12
                        Originariamente inviato da Chianese Visualizza il messaggio
                        Grazie comunque di aver partecipato, anche se di fatto il tuo post non ha portato nessuna nuova soluzione ne appoggio o critica a una di quelle precedentemente proposte.

                        Ciao
                        Alessandro
                        Prego.
                        Non posso sempre dire cose interessanti

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                        • #13
                          ...

                          Ad ogni modo (grazie Susanna) è certo che si debba raddoppiare la P Iva, che sia come commerciante o come mediatore , per mantenere l'anonimato..

                          La soluzione più conveniente che mi trovo davanti credo sia quella di entrare con la quota minima nella società e dimezzare di fatto le spese (no doppia P Iva, no doppia contabilità etc etc) e trovare una soluzione alternativa per l'anonimato!

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