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  • #61
    Si, ma infatti.

    Si sta permettendo all'interno dei grandi portali e-commerce che si rivolgono ad utenza italiana, la vendita da parte di soggetti privati e stranieri residenti in paesi a fiscalità privilegiata, in regime di concorrenza diretta con le ditte italiane che invece operano in perfetta regola con le leggi italiane che consentono di vendere tramite internet.

    Sarebbe ora che le autorità italiane iniziassero a fare un pò di chiarezza e pulizia in questo settore anche perchè ne deriva un danno enorme all'erario.

    Non credo che nei grossi centri commerciali fisici, siano ammessi a vendere i privati e i soggetti stranieri senza alcuna autorizzazione. Vi immaginate ? Per esempio, se io come privato me ne vado in un grosso centro commerciale fisico di Milano, mi piazzo la bancarella in mezzo ai negozi regolarmente autorizzati e che pagano regolarmente le tasse e mi metto a vendere roba usata (o non): penso che dopo 5 minuti al massimo, avrei addosso come minimo i vigili urbani e chissà quali e quante multe mi contesterebbero. Non vedo perchè su Internet, questa regola debba essere diversa e i privati e gli stranieri residenti in paesi a fiscalità privilegiata possano fare concorrenza diretta alle ditte italiane in regola, operando sugli stessi portali e-commerce fianco a fianco con le ditte italiane regolari.

    E poi, anche se volessimo creare dei mercatini legali delle pulci per privati, che siano creati in sezioni apposite, sigillate in maniera stagna, dove le regole siano chiare, ed i controlli ferrei e dove siano applicate e trattenute sul prezzo finale le opportune tasse d'asta che poi dovrebbero essere direttamente girate allo Stato direttamente dal gestore del centro commerciale online. Il privato che vuole vendere occasionalmente della roba usata, secondo me ha diritto di farlo anche su internet, ma assoggettando parte del ricavato ad una ritenuta fiscale.

    Il fatto che stiamo chiudendo gli occhi davanti a queste situazioni, sta portando una parte del commercio online italiano, su un binario morto.

    Il fatto che le aziende che detengono la proprietà di tali centri commerciali online siano straniere, conta poco o nulla, in quanto per operare in italia in ogni caso hanno bisogno di diverse autorizzazioni. Infatti, qualsiasi portale italiano o straniero che vuole vendere in Italia, rivolgendosi ad un pubblico italiano, anche di soggetti privati, deve attenersi alle leggi italiane, pagare l'IVA italiana, chiedere le autorizzazioni alle istituzioni italiane e pagare le relative tasse in Italia.


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    • #62
      Mi sono cercato un po' di documentare:

      Che cos'è l'e-commerce?
      E' un negozio virtuale che consente di vendere beni e servizi attraverso internet.

      Ebay non è un negozio virtuale ma dovrebbe essere solo un piattaforma virtuale di aste online. Certo che le leggi italiane sono una tale giungla: "legge n.114 /1998, all'art. 18 comma 5, recita: Le operazioni di vendita all'asta realizzate per mezzo della televisione o di altri sistemi di comunicazione sono vietate." Io mi domando:

      1 internet non è considerato un mezzo di comunicazione?
      2. per quale motivo fino al 2004 c'era il codice atecofin " 52.63.6" che recitva: "Case d'asta al dettaglio e vendite all'asta via internet" ora sulla lista dei nuovi codici atecofin non c'è nessuna voce con aste online.

      Non mi far parlare dell'attività di paypal peggio ancora. Paypal è un conto di moneta elettronico ove per aprirlo, la legge prevede: riconoscimento tramite un bonifico da conto corrente a te intestato, tramite rid, o de visu. Quindi perchè iwsmile lo fa e paypal no? eppure il servizio è lo stesso. Per non parlare di quando paypal ti blocca i fondi sul conto per una controversia aperta. Eppure per legge solo il giudice e l'erario possono bloccare i fondi del conto corrente.

      Originariamente inviato da fasarnat Visualizza il messaggio
      Per esempio, se io come privato me ne vado in un grosso centro commerciale fisico di Milano, mi piazzo la bancarella in mezzo ai negozi regolarmente autorizzati e che pagano regolarmente le tasse e mi metto a vendere roba usata (o non): penso che dopo 5 minuti al massimo, avrei addosso come minimo i vigili urbani e chissà quali e quante multe mi contesterebbero
      I vigili urbani hanno seguito la scuola per ufficiali? non mi sembra proprio quindi non vedo come possono avere funzioni e conoscienze di guardia di finanza, ma si sa siamo in Italia e con la lega al governo ci manca poco che diventano polizia vera e propria ( in quel caso che Dio c'assista).
      In america la MP ( militar police ) è la polizia militare, hai mai visto la polizia militare americana che si comporta come la polizia di stato? in america non l'ho mai visto ma in italia si, si chiamano carabinieri.
      Quando si decideranno a riformare tutte le forze di ordine pubblico, la riforma fiscale e a snellire la burocrazia allora inizieranno a cambiare le cose.

      Io sono di Foggia e quando capita che venditori ambulanti si mettono a vendere all'inizio dei supermercati o quasi internamente al posto della polizia o dei vigili urbani arriva la guardia giurata ( mandata dal proprietario o dai dipendenti) che ti fa il sedere a mandolino.

      Su internet le regole non sono diverse sono uguali a quelle del commercio normale, che poi ogniuno fa come meglio crede, è un'altra cosa.

      Originariamente inviato da fasarnat Visualizza il messaggio
      i privati e gli stranieri residenti in paesi a fiscalità privilegiata possano fare concorrenza diretta alle ditte in regola


      si lo possono fare come tu puoi acquistare in siti dell'unione europea e non pagare dazi ecc loro possono risiedere in paesi stranieri e vendere in italia. La cosa che non possono fare è appoggiarsi a "siti e-commerce italiani".

      Originariamente inviato da fasarnat Visualizza il messaggio
      mercatini legali delle pulci per privati, che siano creati in sezioni apposite, sigillate in maniera stagna, dove le regole siano chiare
      Dovrebbero essere i mercati rionali in cui possono lavorare solo venditori ambulanti con regolare licenza partita iva ecc

      Originariamente inviato da fasarnat Visualizza il messaggio
      Io penso che un privato che vuole vendere su Internet, in teoria non lo possa fare, almeno nei centri commerciali online, dove per legge credo siano autorizzati ad operare solo le ditte in regola. La legge sul commercio elettronico, non mi sembra che parli di vendita da parte di privati, ma sottolinea soltanto la possibilità di vendere su internet data alle aziende in regola con le comunicazioni al comune


      Non lo puo' fare nei centri commerciali ma puoi vendere su internet da privato. Se vuoi vendere le cose che non usi più, non devi superare una certa soglia non mi ricordo se i 5000 o i 7000 euro annui, altrimenti rientri nel regime del margine. Per vendere su internet l'unico modo legale è appoggiarsi su sito come subito.it del resto è come il giornalino " piazza affari ".

      Originariamente inviato da fasarnat Visualizza il messaggio
      Lo stesso dicasi per una ditta straniera, che vuole vendere in Italia attraverso un portale e-commerce italiano: di certo deve adeguarsi alla legge italiana, e deve nominare un rappresentante fiscale italiano e poi fare le opportune comunicazioni al comune italiano di competenza.
      Hai notizie in merito? che io sappia gli e-commerce seri di stranieri esteri non sono in italia e per vendere in italia non devono assumere nessun obbligo possono vendere dove vogliono nell'unione europea.

      Originariamente inviato da fasarnat Visualizza il messaggio
      Il fatto che le aziende che detengono la proprietà di tali centri commerciali online siano straniere, conta poco, in quanto per operare in italia in ogni caso hanno bisogno di diverse autorizzazioni. Infatti, qualsiasi portale italiano o straniero che vuole vendere in Italia, rivolgendosi ad un pubblico italiano, deve attenersi alle leggi italiane, chiedere le autorizzazioni alle istituzioni italiane, e pagare le relative tasse in Italia.
      Originariamente inviato da fasarnat Visualizza il messaggio
      ho detto la stessa cosa in "italiano maccheronico"

      Fino a quando in politica abbiamo le stesse facce sia di destra che di sinistra nulla cambierà. I politici nostrani solo lo specchio del popolo.

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      • #63
        Ciao skizzetto.

        ho fatto riferimento ai vigili urbani, in quanto sono i comuni ad avere competenza in materia di commercio al dettaglio. Poi è ovvio che possono intervenire pure i carabinieri, polizia, gdf etc...

        Sul discorso dei privati, si concordo, in quanto al massimo i privati possono inserire su internet delle inserzioni e vendersi quello che vogliono.

        Il limite dei 5000 euro non mi vede tanto daccordo, in quanto se mi vendo la mia Mercedes usata supero tranquillamente i 5000 euro.
        Diciamo che l'attività di vendita occasionale da privato è consentita sui siti di annunci, ma non deve essere svolta con regolarità e con organizzazione.

        Io quello che non capisco è come possano vendere i privati sui portali dedicati esclusivamente all'e-commerce, fianco a fianco alle aziende.

        Quindi si ai privati che vendono occasionalmente merce usata mediante annunci online, ma evitiamo che si inseriscano nei grossi portali di e-commerce collettivi, fianco a fianco alle imprese italiane in regola con le dovute autorizzazioni.
        Daccordo eventualmente anche alle aste per i privati, ma sarebbe giusto applicare una tassa sul prezzo finale, che il gestore del sito di aste online dovrebbe poi girare all'erario. Ma la sezione aste dovrebbe essere riservata solo ai privati e preclusa alle ditte; viceversa la sezione per le ditte dovrebbe essere totalmente preclusa ai privati.
        Questo secondo me sarebbe un modo molto serio di regolamentare la vendita sui grossi portali e-commerce collettivi.

        Sul discorso delle ditte estere che vendono in Italia, il discorso è molto complesso. Ti invito a leggere questo documento per approfondire la cosa
        http://www.intertraders.eu/notizie/3...ettronico.html

        Però le nostre leggi sul commercio elettronico (vendita al dettaglio), a quanto pare, non sfiorano nemmeno i privati extracomunitari e le ditte extracomunitaria che si iscrivono ai grossi portali e-commerce collettivi italiani e che possono tranquillamente inondarci di merci, vendendole direttamente al dettaglio, senza chiedere alcuna autorizzazione comunale. Questo secondo me è un controsenso.

        Diverso è il discorso per le aziende extracomunitarie che vendono al dettaglio direttamente dai loro siti aziendali, a loro intestati e quindi autorizzati alla vendita al dettaglio dalle autorità dei loro paesi, anche per le vendite all'estero.

        In conclusione, è il commercio al dettaglio su Internet all'interno dei grossi portali e-commerce collettivi, che secondo me va regolamentato molto, ma molto meglio, con una legge specifica che regolamenti meglio le vendite occasionali dei privati (applicando una tassa sul prezzo finale di vendita e sezioni del portale e-commerce collettivo dedicate solo ai privati) e con l'obbligo di regolarizzazione delle ditte estere che vogliono vendere in Italia sfruttando i grossi portali collettivi e-commerce.

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        • #64
          Originariamente inviato da skizzetto Visualizza il messaggio
          In america la MP ( militar police ) è la polizia militare, hai mai visto la polizia militare americana che si comporta come la polizia di stato? in america non l'ho mai visto ma in italia si, si chiamano carabinieri.
          Un attimo non puoi paragonare i nostri Carabinieri con la Militar Polics sono cose completamente diverse.
          Quella americana serve solo all'interno militare, quella italiana èun arma come lo sono l'esercito, la marina, .... ed in caso di pace hanno la funzione di ordine pubblico cosa che non ha l'MP americana

          Originariamente inviato da skizzetto Visualizza il messaggio
          Non lo puo' fare nei centri commerciali ma puoi vendere su internet da privato. Se vuoi vendere le cose che non usi più, non devi superare una certa soglia non mi ricordo se i 5000 o i 7000 euro annui
          Questa è una leggenda metropolitana, la norma parla di prestazione di servizi fino a 5.000 Euro e non di cessione di beni ovvero commercio in qualsiai forma esso sia.
          Per poter fare cesione di bene devi avere la P.IVA.


          Originariamente inviato da skizzetto Visualizza il messaggio
          Hai notizie in merito? che io sappia gli e-commerce seri di stranieri esteri non sono in italia e per vendere in italia non devono assumere nessun obbligo possono vendere dove vogliono nell'unione europea.
          Cosa intendi per straniere?
          Se UE e superano un certo fatturato sono obligati ad aprire un unità fiscale nei vari paesi UE dove operano vedi Pixmania & Co.; anche EBay ha una sede in Italia.

          Se Extra UE nn hano obblighi se non far passare attreverso le dogane i loro beni venduti al'nterno del'UE.

          Ciao

          Sèvero
          Line 4 Kids - Dedicato ai + piccoli

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          • #65
            Hola farsanat e Severo,

            Originariamente inviato da fasarnat Visualizza il messaggio
            ho fatto riferimento ai vigili urbani, in quanto sono i comuni ad avere competenza in materia di commercio al dettaglio. Poi è ovvio che possono intervenire pure i carabinieri, polizia, gdf etc
            La guardia di finanza perchè è nata? i vigili urbani (il termine corretto è polizia municiale ora si chiama cos&#236 perchè sono nati? dove le persone si conoscono i controlli hanno un occhio o quasi e non due.

            Originariamente inviato da Severo Visualizza il messaggio
            Un attimo non puoi paragonare i nostri Carabinieri con la Militar Polics sono cose completamente diverse. Quella americana serve solo all'interno militare,
            quella italiana è un arma come lo sono l'esercito, la marina, .... ed in caso di pace hanno la funzione di ordine pubblico cosa che non ha l'MP americana.
            Non ho paragonato i nostri carabinieri con la Militar policis, l'ho tirata in ballo semplicemente per dire che i nostri carabinieri sono nati come polizia
            militare e sono tutt'oggi da considerare tali infatti sono "gestiti" dal ministro della difesa. Col passare del tempo hanno avuto funzioni di polizia di stato, come le stanno avendo anche i vigili urbani.

            Quindi collegando questi discorsi ho detto riformiamo le competenze dei vari organi di polizia, così ogniuno si occupa di cio' che gli compete e c'è meno casino.

            Originariamente inviato da fasarnat Visualizza il messaggio
            "Daccordo eventualmente anche alle aste per i privati, ma sarebbe giusto applicare una tassa sul prezzo finale, che il gestore del sito di aste online dovrebbe poi girare all'erario
            spero che stai scherzando se io vendo un bene privato a una 50 ina di euro o giù di li dovrei pagare le tasse? Il problema dell'Italia ( in futuro penso che si chiamerà SUI: STati Uniti D'italia ) e che ci sono troppe tasse ( ultimamente abbiamo superato la francia ) e troppa burocrazia. Se il popolo di Massimo d'Azeglio non si sveglia e vota sempre gli stessi andranno avanti solo gli evasori e compagnia bella altro che controlli.

            Scusate il brutto paragone ma per esempio se io commerciante di informatica offro la prestazione di formattazione del personal computer e mi faccio pagare in modo regolare perchè io dovrei pagare
            le tasse in modo regolare mentre una signorina in una casa privata che offre la prestazione mangiatrice di dolciumi al gusto di panna non deve pagare niente?
            Se tutti noi ( dal disoccupato italiano al lavavetri straniero ) paghiamo il giusto e per giusto intendo i soldi che realmente ci possiamo permettere e che servono realmente allo stato ( non auto blu, consulense esterne, rai, ministri del turismo - abolito per fererendum costituzionale nel '93, ecc) non ci sarebbe motivo di "rischiare" e di infrangere le regole ( il cittadino privato se non paga una multa gli arriva il doppio della sanzione mentre se non la paga valentino e simili gli arriva lo sconto). Le regole servono per il bene del popolo e non della casta.

            Originariamente inviato da fasarnat Visualizza il messaggio
            Ma la sezione aste dovrebbe essere riservata solo ai privati e preclusa alle ditte; viceversa la sezione per le ditte dovrebbe essere totalmente preclusa ai privati
            E chi si prende la briga di offrire questo servizio? Magari lo potesse offrire lo stato e non un privati. ( lo stato non puo' creare un sito per i privati ove guadagna con la pubblicità e con qualche inserzione? no preferisce creare siti pagati fior di miliardi dai contribuenti che non servono a nulla).
            con le liberalizzazioni abbiamo offerto anche l'ufficio di collocamento a terzi.
            Originariamente inviato da fasarnat Visualizza il messaggio
            Però le nostre leggi sul commercio elettronico (vendita al dettaglio), a quanto pare, non sfiorano nemmeno i privati extracomunitari e le ditte
            extracomunitaria che si iscrivono ai grossi portali e-commerce collettivi italiani e che possono tranquillamente inondarci di merci, vendendole direttamente al dettaglio, senza chiedere alcuna autorizzazione comunale. Questo secondo me è un controsenso
            L'immigrazione è un ricchezza per l'italia infatti c'è un famoso sindacato e politici nostrani di sinista che li difendono e gli danno molti privilegi e grazie a loro che oggi abbiamo fabbriche cinesi illegali a milano a napoli ecc o molti lavoratori in nero stranieri che accettano il posto anche 2 lire pardon euro mentre un italiano, che costa di più di mano d'opera, si sente dire il solito motivo "non vuoi lavorare".

            Originariamente inviato da Severo Visualizza il messaggio
            Cosa intendi per straniere?
            Se UE e superano un certo fatturato sono obligati ad aprire un unità fiscale nei vari paesi UE dove operano vedi Pixmania & Co.; anche EBay ha una sede in Italia.
            Se Extra UE nn hano obblighi se non far passare attreverso le dogane i loro beni venduti al'nterno del'UE.
            Quindi mi puoi spiegare perchè ebay avendo una sede in italia si fa pagare l'iva del 15 % a lussemburgo?


            Originariamente inviato da Severo Visualizza il messaggio
            Questa è una leggenda metropolitana, la norma parla di prestazione di servizi fino a 5.000 Euro e non di cessione di beni ovvero commercio in qualsiai forma esso sia. Per poter fare cesione di bene devi avere la P.IVA.
            Quindi per legge un cittadino che ogni tanto vende le cose che non usa più da na vita e che mette l'annuncio su piazza affari e non paga un centesimo di tasse è evasore fiscale?

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            • #66
              Originariamente inviato da skizzetto Visualizza il messaggio
              Hola farsanat e Severo,


              L'immigrazione è un ricchezza per l'italia infatti c'è un famoso sindacato e politici nostrani di sinista che li difendono e gli danno molti privilegi e grazie a loro che oggi abbiamo fabbriche cinesi illegali a milano a napoli ecc o molti lavoratori in nero stranieri che accettano il posto anche 2 lire pardon euro mentre un italiano, che costa di più di mano d'opera, si sente dire il solito motivo "non vuoi lavorare".
              ma chi sta parlando di immigrazione di persone? Io parlo di vendita al dettaglio di merce, che ogni giorno parte da paesi esteri anche a fiscalità privilegiata, venduta al dettaglio a privati italiani (con chissà quanti soldi persi dall'erario italiano e dagli enti previdenziali italiani per la mancata vendita degli stessi prodotti da parte di ditte italiane), grazie ai grossi portali e-commerce collettivi, che consentono alle ditte straniere residenti in paesi extracomunitari, anche a fiscalità privilegiata, di iscriversi e praticare la vendita al dettaglio per corrispondenza fianco a fianco alle ditte italiane. Questa appena descritta, della vendita al dettaglio sui grossi portali e-commerce collettivi da parte di ditte residenti all'estero, la ritengo una pratica in regime di concorrenza sleale per via di questioni di dumping fiscale e sociale ai danni delle ditte italiane e quindi credo che andrebbe presto regolamentata.
              Ovviamente a una ditta residente all'estero non si potrai mai impedire di vendere al dettaglio dal proprio sito aziendale, in quanto sarà poi la dogana italiana a regolarizzare l'importazione; ma qui io parlo specificatamente di regolamentare la vendita al dettaglio che avviene tramite i grossi portali e-commerce collettivi.
              Se una ditta residente in territorio straniero si iscrive ad uno di questo portali collettivi e-commerce con la specifica intenzione di vendere ovviamente quel prodotto al dettaglio in Italia, in effetti sta inserendo dei prodotti all'interno di un server concepito specificatamente per vendere al dettaglio in Italia, e come tale sarà fianco a fianco a ditte italiane regolari e quindi per la ditta residente all'estero sarà quasi come se fosse fisicamente su territorio italiano. Quindi non vedo perchè all'interno di tali server dedicati all'e-commerce su territorio italiano, non si debba creare un'ambiente di concorrenza leale e uguale per tutti.

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              • #67
                Originariamente inviato da fasarnat Visualizza il messaggio
                ma chi sta parlando di immigrazione di persone? Io parlo di vendita al dettaglio di merce, che ogni giorno parte da paesi esteri anche a fiscalità privilegiata, venduta al dettaglio a privati italiani (con chissà quanti soldi persi dall'erario italiano e dagli enti previdenziali italiani per la mancata vendita degli stessi prodotti da parte di ditte italiane), grazie ai grossi portali e-commerce collettivi, che consentono alle ditte straniere residenti in paesi extracomunitari, anche a fiscalità privilegiata, di iscriversi e praticare la vendita al dettaglio per corrispondenza fianco a fianco alle ditte italiane. Questa appena descritta, della vendita al dettaglio sui grossi portali e-commerce collettivi da parte di ditte residenti all'estero, la ritengo una pratica in regime di concorrenza sleale per via di questioni di dumping fiscale e sociale ai danni delle ditte italiane e quindi credo che andrebbe presto regolamentata.
                Ovviamente a una ditta residente all'estero non si potrai mai impedire di vendere al dettaglio dal proprio sito aziendale, in quanto sarà poi la dogana italiana a regolarizzare l'importazione; ma qui io parlo specificatamente di regolamentare la vendita al dettaglio che avviene tramite i grossi portali e-commerce collettivi.
                Se una ditta residente in territorio straniero si iscrive ad uno di questo portali collettivi e-commerce con la specifica intenzione di vendere ovviamente quel prodotto al dettaglio in Italia, in effetti sta inserendo dei prodotti all'interno di un server concepito specificatamente per vendere al dettaglio in Italia, e come tale sarà fianco a fianco a ditte italiane regolari e quindi per la ditta residente all'estero sarà quasi come se fosse fisicamente su territorio italiano. Quindi non vedo perchè all'interno di tali server dedicati all'e-commerce su territorio italiano, non si debba creare un'ambiente di concorrenza leale e uguale per tutti.
                Vedi che l'immigrazione di persone centra e come. La nostra bell'italia è una sputacchia rispetto al territorio americano, e già ci facciamo la guerra a vicenda figurati se nel nostro bel paese oltre ai vari evasori, signorine buonasera, raccomandati ecc ne arrivano altri. Le ditte che fanno concorrenza sleale non stanno solo su internet ma anche sul suolo italiano. Un piccolo esempio perchè i negozi italiani stanno chiusi la domenica e quelli cinesi no? I piccoli negozi chiudono per crisi,tasse e per concorrenza sleale. Se io devo acquistare una presa di un certo tipo e vado in un negozio cinese parlo cinese col venditore? alcuni manco conoscono l'italiano figurati il cinese ( e poi stanno certi che si lamentano quando vogliono far fare gli esami d'italiano a certi venditori stranieri che stanno da 30 anni in italia e parlano solo la loro lingua) Cmq chi controlla? gli stessi che vanno ad acquistare li?

                Tutti i venditori onesti vogliono regole ferree senza concorrenza sleale e a chi si affidano a quelli che fanno il condono fiscale del 5 %, che tolgono soldi alle forze dell'ordine, e che non si vogliono far processare, che depanalizzano i reati ecc.
                Senza soldi i controlli chi li fa?
                La colpa non è di quelli che fanno concorrenza sleale la colpa è:

                1. dei politici che non fanno le regole
                2. di qualche mela marcia che non controlla
                3. e del cliente masochista che acquista (credendo di pagare un prodotto di ottima qualità a prezzo basso, prende una "sola" a prezzo alto) in grandi catene solo per il nome della marca. Se tutto va bene il cliente rimane soddisfato ma quando poi si rompe qualche pezzo arriva il calvario, e nonostante cio' il cliente si ostina ad acquistare sempre nello stesso posto e sempre i soliti prodotti ( in italia tutti s'improvvisano imprenditori o manovali senza titoli e si vedono i risultati ).

                Per campare in italia "O ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra" Purtroppo sarà così fino a quando qualcuno con gli attributi non fa pulizia seria.

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                • #68
                  questo discorso mi garba

                  Originariamente inviato da Mauro_Iandolo Visualizza il messaggio
                  Capisco, ed anche nella nostra azienda ci sono pareri discordanti Purtroppo il fatto che in rete i clienti non chiedano qualcosa non significa che questa non sarebbe gradita, semplicemente si impiega molto meno tempo a cambiare sito e finalizzare l'acquisto piuttosto che mandare una mail; a meno che tu non venda oggetti esclusivi e non trovabili diversamente, in questo caso sono d'accordo sul fatto che tu possa decidere di escludere sistemi di pagamento senza paura di dover rinunciare a delle vendite.
                  Certamente per me chi acquista su ebay invece di preferire un e-commerce con i coxxxoni spigolosi è solo un cretino e mi associo con il discorso che questo è il paese dei babbei e dei furbetti.

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                  • #69
                    Originariamente inviato da idea3online Visualizza il messaggio
                    Secondo me da adesso in poi per i prossimi anni solo chi è produttore o importatore oppure chi avrà prezzi particolari potrà avere successo. Da questi escludo chi vende prodotti di nicchia o (servizi). Mentre per i beni primari e principalmente chi propone beni secondari avrà grandi difficoltà sempre che non sia produttore o importatore o imprenditore capace di individuare stock.
                    Parlando da consumatrice e non da proprietaria di e-commerce: internet mette tutti sullo stesso piano. Per quanto riguarda i negozi "del mondo reale" uno puo' essere piu' comodo a comprare sotto casa pagando un po' di piu'; su internet il "sotto casa" non esiste; al limite si puo' giocare un po' sulla velocita' (comprare in posti lontani obbliga quasi sempre a lunghe attese....) e sull'assenza di tasse doganali e simili (che rende svantaggiosi gli acquisti extra-UE, almeno entro certi limiti). Ma che un sito sia a 100 o a 2000 km di distanza, e' lo stesso dal punto di vista pratico, e la differenza molto spesso la fanno i prezzi. se l'utente trova la stessa merce su un sito grande e famoso (diciamo Amazon) e su uno piccolo e sconosciuto, a parita' di prezzo, da chi comprera'? Secondo me, 9 volte su 10 dal sito grande e conosciuto, se non altro perche' e' famoso e "si sa" che non tira fregature...

                    Tra l'altro e' _ben difficile_ che un sito piccolo (nato da poco, oppure molto di nicchia) possa offrire prezzi competitivi con chi ha un grosso commercio gia' stabile e con un suo mercato..E quindi si e' non dico proprio tagliati fuori, ma si parte svantaggiati...

                    Ebay a molte persone da' un minimo di sicurezza in piu' perche' c'e' il meccanismo dei feedback che dovrebbe almeno dare una misura dell'affidabilita'...E avendo recentemente preso alcune fregature da siti "non Ebay" (e non erano nemmeno piccoli ne' sconosciuti nel loro settore...) , devo riconoscere che la possibilita' di lasciare un feedback o di leggere quelli degli altri utenti ha i suoi lati positivi...E' vero, non ti mette al riparo al 100% da fregature, pero'.... Ho scoperto che uno dei siti -tedesco- che mi ha fatto aspettare la merce per mesi ha una lunga storia di comportamenti simili con altre persone; e' evidente che su Ebay la cosa sarebbe risultata dai feedback e mi avrebbe messa in guardia!
                    L'altro sito (inglese) ha ignorato tutte le mie mail in cui chiedevo notizie sullo stato del mio ordine per mesi ( mi avevano spedito parte della merce subito, alcune cose "le dovevano ordinare" e non ne ho piu' avuto notizie; dopo un paio di mesi di attesa ho cominciato a scrivere per chiedere a che punto fossero... Era ovviamente troppo tardi per muoversi con richieste di rimborsi a carte di credito) e si e' fatto vivo solo quando ho denunciato la cosa su un gruppo Yahoo riguardante il settore in cui operavano...Allora (guarda caso il giorno dopo) mi hanno risposto. (La merce mancante comunque la sto ancora spettando, e si parla di un ordine fatto a Febbraio... Fortuna che erano pochissime cose, ormai chiedero' un rimborso, ma che me lo diano o no con loro ho chiuso, non mi fido di certo a fargli un altro ordine!)

                    Ecco , vi ho raccontato queste cose per farvi capire come mai molto spesso la gente si fidi piu' di Ebay che non di siti autonomi , sicuramente piu' belli e piu' forniti, ma anche magari sconosciuti e poco "controllabili".
                    Io devo dire che dopo queste esperienze ho rivalutato i negozi Ebay!
                    E capisco di piu' le persone che "non si fidano" a ordinare dal mio e-commerce, o in altri dove non si puo' lasciare nessun tipo di feedback.

                    Elena

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                    • #70
                      La fortuna di ebay è che è suq, è il peggio che possa esprimere internet in termini di danni alle economie, e quella italiana "ignorante di internet" è molto esposta al fenomeno perchè a differenza di molti paesi non ha posto dei paletti al duo Ebay Paypal.

                      Non entro nei dettagli ma vi basti sapere che su ebay chiunque può vendere merce falsa, rubata, senza averne titolo ne certificazioni (pensate a chi vende caffè, formaggi, vini etc non avendo magazzini a norma, haccp, senza nessun controllo dagli ufffici igene) evandedo totalmente le tasse e l'iva, nessuno controlla ed ebay che risiede all'estero se ne frega altamente delle regole italiane.

                      Paypal poi è completamente abusivo, non rispetta alcuna legge bancaria ne italiana ne europea, ha sede a lussemburgo e li è registrato come società anonima (in un paradiso fiscale.....) fanno soldi a palate con commissioni da usura e non rispondono a nessuno in caso violino i vostri diritti di compratore o venditore.

                      La vera fortuna di questi signori è stata nell'aprire le porte del commercio elettronico a coloro che non avevano l'onesta, i mezzi e le capacità per fare commercio elettronico, tutto ciò provoca un danno enorme ai commercianti onesti all'erario ed anche ai consumatori (mangiatelo tu un formaggio conservato in garage insieme alle latte d'olio del motorino.....).

                      L'unica soluzione è quella di avere il coraggio di stare fuori da ebay, forse (e non ne sono convinto) vendi meno ma vendi meglio! Alla fine ci guadagni sicuramente.

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                      • #71
                        Originariamente inviato da maverick76 Visualizza il messaggio

                        Non entro nei dettagli ma vi basti sapere che su ebay chiunque può vendere merce falsa, rubata, senza averne titolo ne certificazioni (pensate a chi vende caffè, formaggi, vini etc non avendo magazzini a norma, haccp, senza nessun controllo dagli ufffici igene) evandedo totalmente le tasse e l'iva, nessuno controlla ed ebay che risiede all'estero se ne frega altamente delle regole italiane.
                        Non ti pare di esagerare un pochino?
                        Io in realta' su Ebay vedo per lo piu' o privati che vendono "roba loro" (la vecchia collezione di fumetti, il mobile di cui vogliono sbarazzarsi, ma che tutto sommato magari a qualcuno interessa...) oppure negozi veri e propri, in regola con Partita IVA e tutto.
                        Non nego che esistano truffatori e gente che "ci marcia" , ma tra tutte le migliaia (decine di migliaia?Centinaia di migliaia??) di venditori di Ebay, penso che siano davvero una piccola minoranza.
                        Peraltro chi evade su internet lo fa sotto gli occhi di tutti; se la Guardia di Finanza volesse fare controlli li potrebbe fare in qualunque momento...
                        E so che ogni tanto ne fanno.
                        Paypal poi ti blocca subito il conto non appena ricevi pagamenti che superano un tot (che non e' molto alto!), e te lo sblocca solo dopo che gli spedisci la tua documentazione di identita' e il codice fiscale, quindi volendo possono essere fatti tutti i controli del caso.
                        Certo, questo non impedisce l'esistenza di gente che finge di vendere telefonini e computer a un decimo del loro valore, con pagamento tramite ricarica Postepay...Diciamo che sono l'equivalente virtuale di quelli che ti offrivano orologi e televisori nelle piazzole delle autostrade: e' ovvio che si tratta di gente non proprio in regola e la fregatura e' in agguato!

                        Poi se a un negoziante "convenga" o no aprire un negozio su Ebay, sono valutazioni che ognuno fa per se' e non e' detto che le stesse conclusioni valgano per tutti!

                        Elena

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                        • #72
                          Non è cosi purtroppo.... la verità è un altra, a parte i privati per gli operatori scorretti ebay e paypal sono due strumenti mooooolto utili.

                          Gli onesti (purtroppo) non immaginano neanche quante scorrettezze puoi fare grazie ad ebay che ti sogneresti di poter fare nel mondo reale o fuori da ebay.

                          Se poi vogliamo parlare di paypal, è lo strumento più utilizzato per truffe a negozianti e per occultamento di capitali, la società anonima lussemburghese (PAYPAL), infatti, controlla si chi sei, ma non controlla certo ne gli frega poi tanto dove vuoi che ti mandino i soldi!

                          Fai subito, ricevi i soldi per un pagamento sul conto 1, li sposti su un altro conto e da li prelevi tutto sul tuo conto certificato ma estero o intestato alla nonna ......

                          Tutto ciò non è tracciabile perchè paypal non è una banca e non risiede in Italia ma in un paradiso fiscale.

                          Dai su, su internet è strapieno di blog e forum che parlano di queste cose, paypal non dovrebbe neanche esistere in quanto non rispetta alcuna normativa bancaria.

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                          Sto operando...
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