averdebo
31-08-2007, 14:58
Buongiorno a tutti; seguo da un po' di tempo il vostro utilissimo sito e le - interessantissime - discussioni dei vostri forum. Desidero infatti intraprendere un'attività di commercio elettronico - senza avere esperienza neppure di quello tradizionale - e sto cercando di valutare in dettaglio la fattibilità della cosa.
Ho già le idee abbastanza chiare dal punto di vista economico / commerciale; il settore che mi interessa non è originale: libri antichi o rari, ai quali affiancherei gradatamente un po' di antiquariato; il codice attività sarà, ovviamente, il 52.61.4.
Ho letto il materiale sull'apertura dell'attività (e molto altro!), e mi sono rimasti parecchi dubbi, il più importante dei quali riguarda il modello com. 6 bis, il quale, nella seconda pagina, chiede di indicare il sito web, individuale o collettivo, utilizzato.
Ora, la vendita di libri antichi su internet segue principalmente tre strade:
1) sito personale, da pubblicizzare
2) siti collettivi specializzati (maremagnum, libribooks)
3) siti collettivi non specializzati (ebay, con "Compralo subito")
Io avevo pensato, nella fase di avvio, di propormi solo tramite maremagnum, libribooks e, in parte, ebay: non voglio attivare un sito personale finché non mi sono costruito un catalogo completo e presentabile. L'attività, invece, inizierà sicuramente "sottotono".
Cosa scrivo, allora nel modello? si è vincolati ad usare un solo sito? Ho pensato anche di attivare formalmente un sito personale, funzionante, senza pubblicizzarlo, e di indicare quello nel modello; dopo di questo posso però usare contemporaneamente siti collettivi? infine: è realmente vietato usare anche le aste? su ebay molti venditori professionali le usano in aggiunta ai "Compralo subito".
Altri dubbi sono di natura contabile e fiscale:
1) sul calcolo dell'IVA; ma il dettaglio dei dubbi renderebbe chilometrico il post! lo rimando a un'altra puntata. Ho comunque letto l'utilissimo messaggio di Andrea Spedale del 6/2/2006.
2) Gli acquisti vanno registrati? devo rilasciare qualche ricevuta a chi mi vende il materiale (tipicamente privati)? e se il prezzo d'acquisto non è registrato, la dichiarazione dei guadagni è lasciata alla mia buona fede?
3) Infine: esistono studi di settore o altri controlli induttivi per il commercio elettronico o basta essere precisi ed onesti per stare tranquilli?
Grazie in anticipo!
Ho già le idee abbastanza chiare dal punto di vista economico / commerciale; il settore che mi interessa non è originale: libri antichi o rari, ai quali affiancherei gradatamente un po' di antiquariato; il codice attività sarà, ovviamente, il 52.61.4.
Ho letto il materiale sull'apertura dell'attività (e molto altro!), e mi sono rimasti parecchi dubbi, il più importante dei quali riguarda il modello com. 6 bis, il quale, nella seconda pagina, chiede di indicare il sito web, individuale o collettivo, utilizzato.
Ora, la vendita di libri antichi su internet segue principalmente tre strade:
1) sito personale, da pubblicizzare
2) siti collettivi specializzati (maremagnum, libribooks)
3) siti collettivi non specializzati (ebay, con "Compralo subito")
Io avevo pensato, nella fase di avvio, di propormi solo tramite maremagnum, libribooks e, in parte, ebay: non voglio attivare un sito personale finché non mi sono costruito un catalogo completo e presentabile. L'attività, invece, inizierà sicuramente "sottotono".
Cosa scrivo, allora nel modello? si è vincolati ad usare un solo sito? Ho pensato anche di attivare formalmente un sito personale, funzionante, senza pubblicizzarlo, e di indicare quello nel modello; dopo di questo posso però usare contemporaneamente siti collettivi? infine: è realmente vietato usare anche le aste? su ebay molti venditori professionali le usano in aggiunta ai "Compralo subito".
Altri dubbi sono di natura contabile e fiscale:
1) sul calcolo dell'IVA; ma il dettaglio dei dubbi renderebbe chilometrico il post! lo rimando a un'altra puntata. Ho comunque letto l'utilissimo messaggio di Andrea Spedale del 6/2/2006.
2) Gli acquisti vanno registrati? devo rilasciare qualche ricevuta a chi mi vende il materiale (tipicamente privati)? e se il prezzo d'acquisto non è registrato, la dichiarazione dei guadagni è lasciata alla mia buona fede?
3) Infine: esistono studi di settore o altri controlli induttivi per il commercio elettronico o basta essere precisi ed onesti per stare tranquilli?
Grazie in anticipo!