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Visualizza versione completa : L’ecommerce italiano s’interroga


amministratore
10-05-2007, 12:31
Le stime di quanti italiani acquistino on-line si aggirano tra il 2 ed il 5%, a seconda della fonte. Certo è, che il valore è bassissimo. Quali siano i motivi che tengono bloccato l’e-shopping, non ho certo la presunzione di dirli io, ma su alcune cose rifletto da tempo.
Mi ricordo i primi siti di commercio elettronico molti anni fa, guardo quelli di oggi e vedo che sono fatti allo stesso modo. Non è cambiato nulla. Certo, non tutto deve necessariamente cambiare, ma in un settore quale quello informatico, soprattutto se legato ad Internet, che non ci siano cambiamenti visibili è veramente strano. Girando per questi negozi, in particolare, mi ha sempre colpito il fatto che siano fatti per tecnici o persone che quanto meno conoscano bene i criteri della navigazione.
Il punto, però, è che allargandosi la base dei navigatori, non solo il profilo non si alza, ma semmai si abbassa. Infatti, ad una prima schiera di navigatori, quelli sicuramente erano informatici et similia, si sono aggiunti e si aggiungono a decine di migliaia ogni mese persone che sempre meno sono tecnici e sempre più sono soggetti che usano Internet per necessità, non per passione. I siti di commercio elettronico, però, sono rimasti quelli di allora, quando chi comprava era un ragazzo interessato al PC ed all’hardisk e non aveva difficoltà a destreggiarsi tra elenchi, ricerche avanzate, and, or e pulsantini.
Chi compra una bottiglia di vino on-line o un foies grasse o un prodotto tipico del sud Italia è la signora di Voghera (non se la prendano gli abitanti di questa simpatica cittadina), che a malapena sa come connettersi e aprire il browser.Se così non fosse, peggio. Infatti significa che finché non arriviamo a lei, ben poche possibilità abbiamo di alzare quel 5% di cui scrivevo sopra. Già. Non possiamo pensare che gli utenti si debbano informatizzare, per acquistare sui nostri siti. Siamo noi a dover scendere al loro livello e rendergli possibile l’acquisto.
Qualcuno mi spiegò, tempo fa, di aver fatto numerosi test di usabilità del suo sito e che tutto sembrava ok. Però nessuno comprava.Alla mia domanda su chi avesse usato, rispose che aveva messo assieme una ventina di suoi colleghi ed amici. Sviluppatori! I siti di commercio elettronico sono stati progettati da tecnici per tecnici. Questo è il vero problema. Non è un caso, che proprio gli ecommerce dei settori tecnici siano quelli che vendono.
Se poi entrassi nel grande capitolo delle emozioni, della comunicazione, della psicologia, avrei da scrivere per ore. Faremo un’altra puntata. Nel frattempo, il 12 giugno 2007 a Milano saranno presentati i risultati di una ricerca che ha osservato 50 soggetti facendogli compiere quasi 150 cicli reali di scelta ed acquisto. L’intento non era di sondare i fenomeni tecnici, ma quelli psicologici e cognitivi.
Responsabile del progetto è Mariangela Balsamo, anche lei autrice Marketing Routes e che proprio qui, subito dopo l’evento, pubblicherà in anteprima web risultati.
Se volete partecipare, leggete l’annuncio ufficiale su maisazi (http://www.maisazi.com/2007/04/risultati-ricerca-difficolta-negli-acquisto-on-line.php) e scrivete per un invito (gratuito).
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