dap
05-06-2005, 19:36
Psychostore ha scritto in altra sezione:
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Ciao a tutti.
Noi, per nostra formazione, abbiamo adottato una politica dei prezzi a totale favore dell'utente che può cercare e trovare, costantemente, offerte e sconti relativi ai prodotti in catalogo.
Un paio di volte al mese, poi, effettuiamo delle offerte particolari che consistono in una riduzione media dei prezzi del 15% all'incirca.
Ovviamente sono offerte limitate nel tempo e quindi sono usufruibili solo da chi ha la costanza e la capacità di tornare continuamente sul sito o di leggersi le news letter che spediamo settimanalmente.
C'è anche da dire che, stranamente, in Italia il prodotto libro (che ha un prezzo stabilito dall'Editore ed a cui il commerciante deve attenersi per legge, non potendo andare (off-line) oltre il 15%), viene spesso venduto con lo sconto (vedasi ipermercati che lo offrono stabilmente a -15%).
In quest'ottica noi ci siamo accorti che le offerte di sconto probabilmente, come dice OKprezzi, hanno prodotto un fenomeno di saturazione e funziona molto di più l'eliminazione delle spese postali, anche se spesso è meno vantaggiosa per il cliente da un punto di vista meramente economico.
Può anche essere che le spese postali vengano viste come una specie di "tassa" e sappiamo che in Italia le tasse non le vuole pagare nessuno  .
Per cui, personalmente, penso che più si riesca a tenerle basse e più il cliente è invogliato all'acquisto.
Un dato ulteriore che ci siamo trovati di fronte e sul quale abbiamo riflettuto molto è la discrepanza fra "registrazioni" ed "ordini".
Normalmente il visitatore naviga, guarda in giro e poi abbandona. Se invece decide di approfondire il discorso allora lascia i suoi dati.
Quindi chi si registra "vuole" comprare (perlomeno in teoria)!
Bene, noi abbiamo una discrepanza del 50/60% fra nuove registrazioni ed ordini (per ogni giorno). Questo significa che 6 su 10 esprimono una intenzione di acquisto che poi decade nella fase di completamento dell'ordine (attenzione: non la registrazione, che avviene prima, ma il passaggio alla cassa con il carrello pieno).
E' in quella fase che l'utente si trova di fronte all'esplicita richiesta (e quindi aggiunta al conto totale) delle spese di spedizione. Certo, lo sapeva già che avrebbe dovuto pagarle ma è solo allora che le "realizza" come costo vivo.
E, secondo il nostro parere, è in quel momento che "rinuncia all'ordine" e chiude l'acquisto con la "fuga".
Infatti, quando facciamo l'offerta "spese postali gratis" il rapporto fra registrazioni ed acquisti si modifica sostanzialmente e si riduce la forbice di cui ho parlato sopra fino al 10/20%.
Ho ancora altre cose da dire ma ... alla prossima.
Ciao
Luigi
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Ciao a tutti.
Noi, per nostra formazione, abbiamo adottato una politica dei prezzi a totale favore dell'utente che può cercare e trovare, costantemente, offerte e sconti relativi ai prodotti in catalogo.
Un paio di volte al mese, poi, effettuiamo delle offerte particolari che consistono in una riduzione media dei prezzi del 15% all'incirca.
Ovviamente sono offerte limitate nel tempo e quindi sono usufruibili solo da chi ha la costanza e la capacità di tornare continuamente sul sito o di leggersi le news letter che spediamo settimanalmente.
C'è anche da dire che, stranamente, in Italia il prodotto libro (che ha un prezzo stabilito dall'Editore ed a cui il commerciante deve attenersi per legge, non potendo andare (off-line) oltre il 15%), viene spesso venduto con lo sconto (vedasi ipermercati che lo offrono stabilmente a -15%).
In quest'ottica noi ci siamo accorti che le offerte di sconto probabilmente, come dice OKprezzi, hanno prodotto un fenomeno di saturazione e funziona molto di più l'eliminazione delle spese postali, anche se spesso è meno vantaggiosa per il cliente da un punto di vista meramente economico.
Può anche essere che le spese postali vengano viste come una specie di "tassa" e sappiamo che in Italia le tasse non le vuole pagare nessuno  .
Per cui, personalmente, penso che più si riesca a tenerle basse e più il cliente è invogliato all'acquisto.
Un dato ulteriore che ci siamo trovati di fronte e sul quale abbiamo riflettuto molto è la discrepanza fra "registrazioni" ed "ordini".
Normalmente il visitatore naviga, guarda in giro e poi abbandona. Se invece decide di approfondire il discorso allora lascia i suoi dati.
Quindi chi si registra "vuole" comprare (perlomeno in teoria)!
Bene, noi abbiamo una discrepanza del 50/60% fra nuove registrazioni ed ordini (per ogni giorno). Questo significa che 6 su 10 esprimono una intenzione di acquisto che poi decade nella fase di completamento dell'ordine (attenzione: non la registrazione, che avviene prima, ma il passaggio alla cassa con il carrello pieno).
E' in quella fase che l'utente si trova di fronte all'esplicita richiesta (e quindi aggiunta al conto totale) delle spese di spedizione. Certo, lo sapeva già che avrebbe dovuto pagarle ma è solo allora che le "realizza" come costo vivo.
E, secondo il nostro parere, è in quel momento che "rinuncia all'ordine" e chiude l'acquisto con la "fuga".
Infatti, quando facciamo l'offerta "spese postali gratis" il rapporto fra registrazioni ed acquisti si modifica sostanzialmente e si riduce la forbice di cui ho parlato sopra fino al 10/20%.
Ho ancora altre cose da dire ma ... alla prossima.
Ciao
Luigi